Giuseppe Montella, uno dei carabinieri arrestati nell'ambito dell'operazione Odysséus

Sia l’appuntato dell’Arma Giuseppe Montella che la compagna sono stati arrestati nell’ambito dell’operazione Odysséus

Anche le compagne dei soci Giuseppe Montella (appuntato dell’Arma presso la caserma Levante di Piacenza) e Daniele Giardino, erano a conoscenza dei traffici illeciti dei due. E in alcune occasioni – si evince dalle indagini – avrebbero partecipato al trasporto delle sostanze stupefacenti. La circostanza emerge da una serie di intercettazioni che rappresentano la spina dorsale dell’inchiesta coordinata dalla Procura piacentina. Odysséus, la relativa operazione, ha portato all’arresto anche del carabiniere Montella, di Giardino, e delle rispettive compagne (i due sono in carcere, le donne sono finite, invece, ai domiciliari). Gli investigatori, grazie alla microspia installata sull’auto di Montella, captano una interessante conversazione.

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E’ il 29 febbraio scorso, il carabiniere insieme alla sua compagna, Maria Luisa Cattaneo, va a prendere Giardino e la sua ragazza, Clarissa D’Elia, per recarsi in un ristorante a Fidenza. I soci parlano dei loro affari e organizzano, per il giorno dopo, un trasporto di mezzo chilo di hashish. La sostanza stupefacente dovrà essere prelevata presso l’abitazione della madre di Giardino (a Piacenza), e di lì trasportata fino al garage nella disponibilità di Maria Luisa Cattaneo.

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Il trasporto sarebbe dovuto avvenire il giorno successivo, ma Montella, accompagnati i Giardino a casa dopo la cena, si anticipa. «Mo devo passare di là, amore, a casa un attimo della mamma di Simone (fratello di Daniele Giardino), devo prendere la roba», dice il carabiniere alla compagna. Quest’ultima domanda: «Adesso, la devi prendere?». E Montella risponde che deve farlo subito, per non rischiare di perdere il guadagno derivante dal successivo smercio. «Sì, amore, perché se non la prendo, la perdo e sono mille euro di guadagno», spiega l’appuntato a Cattaneo.