I verbali dell’ex boss di Miano, Salvatore Lo Russo: mi lamentai con Contini della quota assegnata alla sorella dei Licciardi

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Dopo aver illustrato il sistema delle piazze di spaccio, Salvatore Lo Russo – nell’interrogatorio del 21 novembre 2011 – spiega com’è che funzionano le estorsioni. “Dopo l’arresto di mio fratello Peppe trovai la seguente situazione: c’era una cassa comune cui partecipavamo insieme ai Licciardi, a Ciruzzo ‘o milionario e a Gaetano Bocchetti”. In tutto erano quattro quote. “Ben presto Ciruzzo ‘o milionario si tirò, però, indietro in quanto non condivideva il fatto che a Nanuzzo Bocchetti, che lui considerava tutt’uno con i Licciardi, venisse riconosciuta un’autonoma quota”.

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Per il resto, spiega ancora Lo Russo, “questo sistema della comune gestione delle estorsioni è durato almeno sino a quando io sono stato arrestato”.

A pagare erano per lo più “imprese che lavoravano sui cantieri ma anche coloro i quali fornivano i videopoker sul territorio”. Si trattava però “di due liste diverse, e ricordo ora che Gennaro ‘o curto aveva una sua autonoma quota solo sui proventi delle estorsioni alle imprese. Non mi risulta, invece, che pagassero anche i commercianti”.

A fine mese, prosegue il collaboratore di giustizia, “quelli della Masseria Cardone facevano le quote e ci mandavano i soldi”. “Per noi delle estorsioni si occupava e si occupa tuttora Gaetano Tipaldi” che “rispondeva direttamente a Raffaele Perfetto”. “Per quanto mi riguarda, io intervenivo solo alla fine, nel momento in cui si rendeva necessario prelevare dalla nostra quota mensile i soldi per i carcerati e praticamente tutti i mesi accadeva che i soldi non erano sufficienti ed allora ero io a versare in cassa la differenza”.

E aggiunge: “Personalmente sulla questione delle estorsioni sono sceso in campo solo allorquando, dopo l’omicidio di Gennaro ‘o curto, mio nipote Lello iniziò a lamentarsi del fatto che continuava ad essere riconosciuta un’autonoma quota alla moglie di Gennaro ‘o curto che era pur sempre la sorella di Vincenzo Liccirdi”.

“Se ben ricordo ne parlai con quest’ultimo, ma è sicuro che affrontai la questione innanzitutto con Edoardo Contini. Comunque ottenni che scomparisse questa quota anche perché, come non mancai di far presente a Contini, a ragionare così anche noi Lo Russo sarebbero spettate tante quote quanti fratelli siamo”.

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