Il mercato dei fiori di Pompei è stato la base logistica dei clan della provincia di Napoli per oltre un ventennio

Tra imprenditori perbene che arrivavano dopo le notti trascorse nelle serre, si muovevano anche i corrieri della droga per consegnare la polvere bianca, occultata fra i tulipani provenienti dall’Olanda: il mercato dei fiori di Pompei era la base logistica per l’importazione di cocaina necessaria a rifornire le piazze di spaccio. E di sequestri ed arresti, in quella sede, ce ne sono stati diversi nel corso degli anni. Nonostante i corrieri, arrestati, fossero reticenti, le recenti rivelazioni dei collaboratori di giustizia permettono di risalire in cima alla piramide del cartello di narcotrafficanti che agiva su scala mondiale.

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In cima, come scrive Tiziano Valle sul Metropolis di oggi, c’era Raffaele Imperiale: poco più che ventenne, da Ponte Persica si era trasferito ad Amsterdam, dove si è fatto le ossa nella vita criminale, arrivando ad essere l’anello di congiunzione fra la mafia marocchina che opera in Olanda, e le cosche napoletane; stando alle parole di Gennaro Carra, genero di Salvatore Cutolo, boss del Rione Traiano, Imperiale non ha mai reciso i suoi legami con la sua terra natia, facendo arrivare carichi di droga in Campania dal Sudamerica, passando per i porti olandesi e spagnoli, fino al mercato di Pompei: il sistema, rodato, consentiva un transito di circa 200 milioni all’anno.

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