Il duro attacco al documento sulle riaperture della fase 2.

I gestori di ristoranti, pizzerie e trattorie della Campania attaccano duramente (e apertamente) il cosiddetto “Protocollo Spallanzani”, presentato alla task force regionale dallo chef Gennaro Esposito. Come riporta “Il Mattino”, infatti, Fipe, Aicast e Confesercenti stanno mettendo nero su bianco un documento alternativo da presentare al governatore Vincenzo De Luca sulle riaperture della “fase2”.

Al centro del quale c’è il concetto per cui “i ristoranti non vengano trattati come ospedali”, pur consapevoli della necessità di dotarsi di sistemi di protezione sanitaria, sia per quanto riguarda i dipendenti che i clienti.

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Il nuovo piano, nelle parole del presidente di Fipe Confcommercio Massimo Di Porzio, prevederebbe “distanziamento sociale di un metro, anche dei tavoli, e laddove non sia possibile, come tra chef o pizzaioli, o tra personale di sala e clienti, utilizzo di mascherine. Le persone che arrivano insieme o prenotano un tavolo saranno accomodate allo stesso, senza necessità di alcuna indagine da parte dell’esercente. Controllo delle temperature del personale addetto all’ingresso e procedure per la gestione di eventuali non conformità. E utilizzo dei guanti laddove necessario, non per il personale in cucina, che anzi deve sanificare più spesso possibile i locali”.