Raffaele Imperiale, sullo sfondo Dubai

La circostanza emerge da una serie di intercettazioni telefoniche, effettuate per stanare il latitante stabiese

All’attenzione del narcotrafficante stabiese Raffaele Imperiale (che secondo informative delle forze dell’ordine, trascorre la sua latitanza a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti) non sarebbero arrivati solo informazioni per gestire le sue attività economiche sparse nel mondo, quanto pure «solleciti» a pagare gli onorari dei professionisti, con i quali, di volta in volta collabora. La circostanza emerge da una serie di intercettazioni telefoniche effettuate dall’Antimafia. In particolare, sono stati captati dialoghi tra il consulente finanziario del super-narcos stabiese e un altro professionista, che pure si trova a lavorare con Imperiale.

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I due si lamentano tra loro di come la situazione a volte sia insostenibile sul fronte della parcelle non versate dal boss, e il problema non è tanto da addebitare alla mancanza di mezzi da parte dello stabiese, quanto dalla difficoltà che ha quest’ultimo – sempre gravato dalla necessità di non lasciare tracce – a effettuare detti pagamenti. I ritardi, come si evince da una intercettazione telefonica, arrivano anche a un periodo di due anni. A tal proposito, il professionista, mentre parla con il «mago della finanza» ingaggiato da Imperiale, tiene a sottolineare, dandogli del lei: «Sta correndo dei rischi, ed oltretutto non viene neanche pagato». In effetti, il lavoro del consulente finanziario, è assai più rischioso rispetto a quello che svolge lui per il narcotrafficante. Perché il broker spesso raggiunge il latitante in giro per il mondo, rischiando di cacciarsi in guai seri con la legge.

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