sabato, Dicembre 3, 2022
HomeInchieste e storia della camorra«Noi i pentiti non li vogliamo in città, prendete i bambini e...

«Noi i pentiti non li vogliamo in città, prendete i bambini e andatevene»

di Giancarlo Tommasone

Secondo gli inquirenti era Immacolata Iattarelli, moglie del boss capostipite Ciro «Gelsomino» Troia ad organizzare gli affiliati per lo spaccio di droga, le estorsioni e per gli altri affari illeciti.

Immacolata Iattarelli, moglie del boss e reggente della cosca di San Giorgio a Cremano
Immacolata Iattarelli, moglie del boss e reggente della cosca di San Giorgio a Cremano

A lei confluivano i soldi del cartello, lei aveva ampio potere decisionale e portava le imbasciate da e verso il carcere. Era ancora lei a minacciare i parenti dei pentiti. Il particolare è stato svelato dalla collaboratrice di giustizia Maria Grandulli, che nel 2014 matura la scelta di passare dalla parte dello Stato proprio a causa del terrore infuso in lei da Iattarelli. Grandulli è la compagna convivente di Alfredo Troia (successivamente anche quest’ultimo si pentirà). La sua presenza a San Giorgio non è gradita a Iattarelli a causa del rapporto di parentela della donna con il pentito Domenico Esposito, marito di una sorella di Maria ed ex affiliato al clan De Micco.

Concetta Aprea, nuora del boss Troia
Concetta Aprea, nuora del boss Troia

«Presso la mia abitazione – dichiara Grandulli – si presentava tale Immacolata (Iattarelli, nda) con la propria figlia Maria… le donne, con tono minaccioso dicevano a me e al mio compagno (Alfredo Troia): “Voi da San Giorgio ve ne dovete andare perché appartenente alla pentita. La ”protezione” (le forze dell’ordine) qui, a casa vostra, è venuta a prendere la pentita». Le minacce si ripetono poche settimane dopo. «Si presentavano presso la mia abitazione – dichiara ancora la collaboratrice – nuovamente Immacolata con la figlia Maria. Le due donne, questa volta, erano ancora più aggressive e mi minacciavano con le seguenti parole: “Ancora non hai capito niente? Mio figlio è in carcere a causa di un pentito, noi i pentiti non li vogliamo a San Giorgio, come se ne è andata la famiglia di Gallo così ve ne dovete andare anche voi. Mi sono spiegata?».

Carla Vito, indagata per spaccio di banconote false nell'inchiesta sui Troia di San Giorgio a Cremano
Carla Vito, indagata per spaccio di banconote false nell’inchiesta sui Troia di San Giorgio a Cremano

Successivamente aIl’arresto di Alfredo Troia, Grandulli racconta che mentre si trovava sotto casa a San Giorgio, le si avvicinarono «due ragazzi a bordo di un Honda Sh 300 di colore nero… Mi si avvicinarono con la scusa di accendere una sigaretta e il passeggero mi riferì: non chiedetemi chi siamo e chi ci manda, prendete la vostra roba e i bambini e andatevene di qua». Grandulli infine viene «convocata» a casa di Immacolata Iattarelli, «ma ho avuto paura di andare e ho avvisato i carabinieri».

Articoli Correlati

- Advertisement -