Il boss Michele D'Alessandro (deceduto nel 1999)

Stando alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia la celebrazione «usata» dal clan per onorare il boss defunto

Le dichiarazioni dei pentiti convergono rispetto alla circostanza che Michele D’Alessadro (padrino del clan omonimo, deceduto in carcere nel 1999, in seguito a un attacco di cuore), in certi ambienti continua a essere «venerato come un santo». E da una serie di intercettazioni dell’inchiesta Domino bis (16 indagati), emerge pure che la festa di San Michele, che si celebra a settembre, a Castellammare – sempre relativamente ad ambienti malavitosi – sarebbe un vero e proprio omaggio al boss defunto.

E’ il sospetto degli inquirenti, alla luce di una intercettazione del 2017, nel corso della quale, Sergio Mosca e Antonio Rossetti parlano del ruolo di Giovanni D’Alessandro (nipote di Michele), che si sarebbe dovuto occupare dei festeggiamenti, tra l’altro ingaggiando dei cantanti neomelodici. La notizia è stata riportata dal quotidiano Metropolis.

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