Raffaele Cutolo e Carmine Alfieri

LA STORIA DELLA CAMORRA Le dichiarazioni dell’ex padrino della Nuova famiglia Carmine Alfieri, nel corso del processo per l’omicidio del giornalista Giancarlo Siani

di Giancarlo Tommasone

«Tra il 1978 e il 1982, io e il mio gruppo ci mettemmo sotto la protezione del clan Nuvoletta, perché i cutoliani ci volevano ammazzare». E’ quanto ribadisce l’ex padrino della Nuova famiglia, Carmine Alfieri, meglio conosciuto con l’alias di ’o ’ntufato (termine dialettale che indica persona dalla faccia gonfia, o dall’espressione rabbiosa), nel corso dell’udienza del 29 aprile 1999, del processo di Appello per l’omicidio del giornalista Giancarlo Siani. «All’inizio – afferma il collaboratore di giustizia – il mio gruppo era formato da poche persone, c’eravamo, tra gli altri io e mio fratello Salvatore, mentre la banda di Cutolo era numerosa, ragion per cui avevamo bisogno di una protezione e credevamo di averla trovata nei Nuvoletta di Marano». «Perché dice: “Credevamo di averla trovata?”. Non fu così?», chiede il giudice a latere. «No – risponde Alfieri –, non fu così. Ne ebbi la prova dopo che fu ucciso mio fratello, il 26 dicembre del 1981. Dopo la sua morte, causata da un raid dei cutoliani, io credevo che potessi contare sull’aiuto dei maranesi (i Nuvoletta, ndr) per rispondere a chi aveva ucciso mio fratello, ma i maranesi mi scaricarono».

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«Loro avevano una mentalità mafiosa, erano mafiosi legati ai corleonesi, ed erano doppiogiochisti. Da un lato ci incitavano a colpire i cutoliani, dall’altro invece andavano a braccetto con Cutolo e la sua banda. Appurato questo, nel 1982 ruppi con i Nuvoletta e cominciai a fare la guerra anche contro di loro», spiega l’ex boss della Nuova famiglia. «A partire dal 1982, poi – continua Alfieri – ebbi anche informazioni che rafforzarono la mia volontà di contrastare i Nuvoletta. Appurai, infatti, che non solo erano in buoni rapporti con i cutoliani, ma che avevano ospitato, non so con precisione, se a Poggio Vallesana (tenuta dei maranesi, ndr) o presso altro luogo grazie a dei loro affiliati, lo stesso capo della Nco, Raffaele Cutolo nel corso della latitanza (che inizia il 5 febbraio del 1978 e si conclude il 15 maggio del 1979, ndr)». «Venuto a sapere di ciò, cominciai a contrastarli ancora più duramente, loro pure ci colpirono, e fu a causa di queste dinamiche che poi maturò l’assalto alla tenuta di Poggio Vallesana, durante il quale fu ucciso Ciro Nuvoletta, fratello di Lorenzo (il 10 giugno del 1984, ndr)», tiene a sottolineare Carmine Alfieri.