Il clan Stolder e i gioielli rubati da regalare al cardiochirurgo amico (foto di repertorio)

Le intercettazioni in casa del ras di Forcella sul dono da fare al medico per ringraziarlo

Nel 2008, Raffaele Stolder torna in libertà dopo aver scontato una lunga detenzione in carcere, e si mette al lavoro per riorganizzare il clan (attivo per anni nella zona di Forcella, Duchesca e Maddalena, e oggi completamente disarticolato). Il gruppo guidato da Stolder, dedito soprattutto alle rapine e ai furti, non esce mai dal cono di attenzione di investigatori e inquirenti, che tengono costantemente sotto controllo sia il ras (imparentato con il clan Giuliano) che gli affiliati. Sono numerose le intercettazioni ambientali – prodotto dell’attività di intelligence – effettuate nell’abitazione di Stolder.

Le trascrizioni dei dialoghi, ritenuti dalle forze dell’ordine, di alto valore probante ai fini investigativi, confluiscono in una informativa di polizia giudiziaria. Dai colloqui tra il capo e i componenti del suo gruppo, emerge pure una circostanza, considerata assai singolare da chi in diretta, ascolta le conversazioni. Il tre giugno del 2008, Raffaele Stolder sta esaminando la refurtiva di un colpo portato a termine poco prima. L’attenzione del ras è colpita, in particolare, da alcuni oggetti preziosi, che potrebbero essere utilizzati «per fare un regalo al medico».

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Quando parlano del medico «amico», i presenti si riferiscono a un cardiochirurgo, che su interessamento di Raffaele Stolder – si evince dalle intercettazioni -ha assistito il fratello di un affiliato. Si discute della possibilità di regalare alcuni oggetti del colpo «al professore (il cardiochirurgo, ndr) per il fatto di tuo fratello», afferma intercettato Stolder, mentre parla con uno del suo gruppo. In tal modo, argomenta il boss si riuscirà a ringraziare il medico che ha in cura il soggetto colpito da infarto e ricoverato in ospedale.

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