Una veduta aerea del Rione Scanzano di Castellammare di Stabia (foto di repertorio)

LA CAMORRA DELL’AREA STABIESE I retroscena nell’ordinanza contro il clan D’Alessandro di Castellammare

Malumori, tensioni, voglia di rompere il cosiddetto patto col «sistema» di Scanzano. E’ quanto emerge dalle oltre 700 pagine dell’ordinanza a firma del gip del Tribunale di Napoli, Fabrizio Finamore, che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di 16 soggetti (15 in carcere, uno ai domiciliari) ritenuti vertici e gregari, e personaggi legati all’organizzazione camorristica dei D’Alessandro. Ma per quale motivo i gestori delle piazze di spaccio avrebbero voluto derogare – seppure in parte – agli accordi, e fare sistema a sé, riconoscendo agli scanzanesi una percentuale mensile sugli incassi del traffico di droga?

«Perché – argomentano gli inquirenti nell’ordinanza – le rigide regole calate dall’alto dai vertici dei D’Alessandro, imponevano prezzi troppo esosi, che non garantivano dunque, i relativi guadagni» provenienti dalla vendita dello stupefacente. «Nella circostanza – mettono nero su bianco, i magistrati – si prospettava che le regole restrittive imposte da Sergio Mosca (consuocero del defunto padrino Michele D’Alessandro, ndr) erano certamente frutto dell’invidia nutrita da Antonio Rossetti (tra i vertici del clan di Scanzano, ndr) nei confronti» dei titolari delle piazze di spaccio. Al riguardo è illuminante una conversazione captata in ambientale, dagli 007 dell’Antimafia, il 22 novembre del 2017. A bordo di un’auto, ci sono Francesco Delle Donne e Nino Spagnuolo.

ad

Le intercettazioni

«Ma che cazzo di sistema siete? Stanno scherzando?», dice Delle Donne, riferendosi ai D’Alessandro. E Spagnuolo gli fa eco: «Sono dieci chili al mese ad un euro e trenta, ad arrivare e un euro e cinquanta, sono duemila euro e devono dividere 50 di loro. Ci conviene? No… bello chiaro chiaro». «Nino – interviene di nuovo Delle Donne –, il “sistema” è come dicemmo noi dal primo giorno. Lo facciamo noi? Non ci stanno problemi, e a voi vi saliamo una quota. Nino, i “sistemi” seri così fanno, da tutte le parti». «Francesco, qua è nata la gelosia, perché hanno saputo che lo facevo io», sostiene Spagnuolo. E il sodale conferma: «Là ci sta lo zampino di Antonio (Rossetti, ndr)».

Riproduzione Riservata