Pendolari della Circum costretti a raggiungere a piedi la prossima stazione a causa dell'ennesimo guasto al treno (foto di repertorio)

La nuova ordinanza anti Covid di De Luca contribuisce ulteriormente a mettere in ginocchio l’economia del territorio e a creare caos

di Giancarlo Tommasone

Annunciate le nuove misure che l’Unità di crisi regionale ha partorito contro l’emergenza Covid, e contenute nell’ordinanza che si appresta a firmare il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. A conti fatti, dai prossimi giorni e fino al 3 aprile, si assisterà a limitazioni assai consistenti anche per quel che riguarda il trasporto pubblico. Che – vogliamo ricordare – in Campania è rappresentato pure (e soprattutto) da EaV, Ente autonomo Volturno, che vanta la presenza nel suo parco, della Circumvesuviana, vale a dire la peggiore linea ferroviaria d’Italia (il titolo gli è stato conferito da Legambiente).

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Ma che succederà ai trasporti nella nostra regione, con l’ennesima stretta? Riportiamo alcuni contenuti della nuova ordinanza. «Ai sensi di quanto disposto dall’art. 31 del Dpcm 2 marzo 2021, a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento». E ancora, «per i servizi di trasporto pubblico locale di linea terrestri (su ferro e su gomma), è consentita la rimodulazione, anche in riduzione, dei programmi ordinari di esercizio, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti».

Tradotto, significa che i mezzi non potranno essere utilizzati oltre il 50% della capienza, il servizio è quindi praticamente dimezzato. Ma a ciò si aggiunga che sono previsti anche tagli sostanziali alle corse. Proprio ora, in un periodo in cui, chi ha ancora la fortuna di potersi recare al lavoro, si vede per forza di cose, a utilizzare la propria auto, o il proprio scooter se vuole arrivare puntuale sul posto in cui è occupato.

I geni della Regione hanno dimenticato un elementare particolare: se si tagliano le corse non si migliora la situazione, la si peggiora. Perché diminuendo il numero delle corse, si aumenta quello degli utenti che, gioco-forza, sono costretti a servirsi dei mezzi pubblici. E allora, il povero pendolare, che non dispone di auto o scooter, quali soluzioni ha a disposizione per risolvere il problema? Solo uno: è costretto all’acquisto di un mezzo di locomozione. Proprio ora che la situazione economica è tragica.

Del resto, il trasporto in Campania, soffre già di una gestione di per sé fallimentare; ribadiamo, il manager di EaV, Umberto De Gregorio, relativamente alla Circum (unica arrugginita ancora di salvezza per migliaia di pendolari, ogni giorno) è praticamente alla guida di un rottame, una struttura nota per i disservizi, i ritardi e la esiguità delle corse. Alla tragedia non sembra esserci limite, complimenti a chi ha partorito le nuove misure, a chi firmerà l’ordinanza, a chi sarà costretto a farla rispettare. Solidarietà a chi subirà l’ennesima genialata dell’Unità di crisi regionale.

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