Il pentito Salvatore Lo Russo: dalle estorsioni il ricavo era di 6/7mila euro, troppo pochi per pagare gli stipendi ai carcerati

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Arrivati a questo punto, Salvatore Lo Russo spiega al pm antimafia anche il funzionamento della “lista dei carcerati” che gestisce tale “Quagliarella”. Il quale, spiega il collaboratore di giustizia, “a fine mese me la sottoponeva affinché controllassi quanto veniva mandato a ciascun carcerato”. Era quello “il momento in cui, se serviva, versavo i soldi di tasca mia”. La quota delle estorsioni “ammontava a non più di 6mila/7mila euro tanto che, ad un certo punto, si decise che i proventi della piazza di spaccio di Miano andassero ad integrare questa cassa destinata ai carcerati e ciò determinò che la stessa potesse essere fornita oltre che da noi anche dai Licciardi”. Il clan del rione San Gaetano fa soldi anche con la “distribuzione dei fuochi artificiali” di cui si occupa tale Mariano Grimaldi. “Altri soldi provengono poi nel periodo natalizio con l’installazione delle luminarie, occasione in cui ogni commerciante paga 70 0 100 euro”.

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