sabato, Maggio 21, 2022
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«Per interpretare Peppino De Filippo ho dovuto dimenticare che è un mostro sacro»

Intervistato da Stylo24, Domenico Pinelli ha parlato del suo personaggio nel film diretto da Sergio Rubini, grande successo di pubblico e critica.

“Per interpretare un mostro sacro, bisogna dimenticare che quel personaggio lo sia. In questo caso è stato semplice perché noi abbiamo interpretato queste personalità da giovani, cioè quando si stavano formando. Forse per ciò non è stato difficile dimenticare a chi stavamo dando voce. Ovvero a dei ragazzi, che, come tutti, hanno le loro complessità, i loro conflitti, all’esterno e all’interno della famiglia. Nel caso di Peppino ce n’erano anche interni a se stesso. Anzi, una delle cose che ho amato di questo personaggio è che è pieno di nemici. E forse il peggiore è proprio lui stesso”. Così, a Stylo24, nel corso del format “Cinque domande a…”, Domenico Pinelli, giovane attore di successo (“L’oro di Scampia”, “Si accettano miracoli”, “Don Matteo”), che ha prestato il volto, la voce e il cuore a Peppino De Filippo, nel film diretto da Sergio Rubini “I fratelli De Filippo”.

Mario Autore, Anna Ferraioli Ravel, Sergio Rubini e Domenico Pinelli

Una interpretazione in cui, “ho provato a mettermi a nudo, dandomi tutto al personaggio. E tra noi ci sono anche dei punti in comune. Peppino ha di Domenico la mania di persecuzione, il complesso di inferiorità, cose di cui io stesso soffro. E’ qualcosa di non facile mettersi a nudo, mostrarsi per quello che si è, ma è molto gratificante. Questo è un film fatto per il pubblico e se il pubblico lo capisce, come è stato in questo caso, vuol dire che abbiamo vinto”.

“Per fortuna – aggiunge – il rapporto con gli altri ‘fratelli’, Anna Ferraioli Ravel e Mario Autore, il regista, Sergio Rubini, che ci ha preso per mano fin da subito, e il cast tutto è stato molto solido, pur se costruito in brevissimo tempo. Si sono venute a creare dinamiche con Anna e Mario molto simili a quelle che ci sono tra i fratelli nel film. E questo ha semplificato il nostro lavoro. Ma è stato così con tutti gli attori, da Biagio Izzo a Susy Del Giudice e gli altri, con cui il rapporto è stato ottimo prima di tutto dal punto di vista umano. Questo lavoro non si fa mai da soli e quindi quello che c’è nella mia interpretazione di Peppino è dovuto anche a quella degli altri e viceversa”.

Domenico Pinelli e Mario Autore

Solo 26 anni per Domenico Pinelli, ma questo non gli ha impedito di conoscere quasi a memoria il repertorio dei fratelli De Filippo. “Sono cresciuto con le commedie di Eduardo e ognuna è eccezionale, a modo suo. Se proprio dovessi sceglierne una, direi ‘Gli esami non finiscono mai’, suo testamento artistico, nonché lezione di vita e teatro. Per quanto riguarda Peppino, indubbiamente conosciuto soprattutto come interprete, c’è una commedia ‘Quaranta ma non li dimostra’, che credo esprima al meglio la poetica portata avanti dai fratelli De Filippo ai loro inizi. Quella risata amara riconoscibile nell’arte di tutti e tre. La definirei una sorta di manifesto della compagnia ai suoi albori”.

Di mostro sacro in mostro sacro, Domenico è conosciuto anche per l’interpretazione del vicebrigadiere Romeo Zappavigna in ‘Don Matteo’, al fianco di Terence Hill. “Con Terence ho girato solo poche scene, essendo un carabiniere che lavora più in caserma che in canonica, ma posso dire di aver avuto la fortuna di aver conosciuto un uomo, al di là dell’artista, sul quale sarebbe inutile aggiungere altro a ciò che si sa già, così umile come lui. E’ forse l’unico in Italia che potrebbe permettersi il divismo oggi, eppure è il primo a chiederti come stai, ad arrivare sul set. Parliamo di una bellissima persona”.

Domenico Pinelli sul set di Don Matteo

Infine, i progetti per il presente e il futuro. “Andrò in teatro con una mia compagnia fondata nel 2018. Per quanto riguarda cinema e televisione, la situazione ovviamente dipende dal momento condizionato per forza di cose dalla pandemia. Anche se sembra che qualcosa si stia muovendo. L’auspicio per questo 2022 è metterci tutto alle spalle”.

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