Nella foto, terza da sinistra, Alessandra Clemente al trentennale della "Figlia d' 'o Marenaro" (foto tratta dalla pagina Facebook di Alessandra Clemente)

Record di deleghe e di altrettanti flop (la lista è lunga) per la candidata sindaco di deMa

di Giancarlo Tommasone

Chiariamo subito un concetto: se c’è qualcuno che, tra i candidati sindaco, conosce la macchina amministrativa, è certamente Antonio Bassolino, ex fascia tricolore di Napoli e già presidente della Regione Campania. Quindi, le presunte competenze che in materia cerca di far emergere Alessandra Clemente, attraverso dichiarazioni e post su Facebook, lasciano il tempo che trovano, e vanno bene solo per aumentare il bottino di like sui social, sotto le foto pubblicate. L’ultima uscita ha questo tenore: «Mi sento il candidato con la maggiore conoscenza della macchina amministrativa e dei territori».

ad

L’assessore, ufficialmente iscritta alla corsa nelle file di deMa, dimostra però – e non perché lo ha scritto più volte Stylo24 -, per la situazione disastrosa in cui si trova la città (proprio nei settori che competono a Clemente), di non avere la minima visione della realtà napoletana né la contezza della citata macchina amministrativa. Clemente, lo ricordiamo, è assessore a Patrimonio, Lavori pubblici e Giovani, con deleghe a: infrastrutture; strade, suolo e sottosuolo; polizia municipale; sicurezza urbana; trasporto pubblico non di linea; personale; toponomastica; immagine e promozione della città; coordinamento funzionale delle partecipate operanti nei settori di competenza. Sono dodici deleghe, tante, rispetto alle quali, la componente della Giunta ha fatto registrare continui fallimenti.

Deleghe e flop
dell’assessore Clemente

Di seguito il resoconto dei flop collezionati dall’assessore. Partiamo dalla questione del patrimonio immobiliare da dismettere, attraverso una operazione che avrebbe dato respiro alle casse comunali. Tranne interventi che rappresentano la classica goccia nel mare, l’assessorato ha fallito su tutta la linea. Non si è riuscito nemmeno a dismettere i beni dell’Erp (Edilizia residenziale pubblica) vendendoli a chi da anni li occupa (con regolare contratto); per non parlare della vendita di alcuni cosiddetti gioielli di famiglia – da Palazzo Fuga allo stadio Maradona (ex San Paolo) -, gli annunci sono rimasti tali. Anzi, i costi per Palazzo San Giacomo, sono addirittura aumentati, perché i beni del patrimonio hanno bisogno di manutenzione.

Passando alla polizia municipale, il Corpo dei vigili, a Napoli, fa i conti da anni con una disorganizzazione atavica, e non per colpa dei caschi bianchi, quanto dalla mancanza di direttive guida che dovrebbero provenire dall’assessorato competente, e che invece non arrivano. Vorremmo ricordare alla Clemente, che la polizia municipale è in sotto organico, e che Napoli, terza città d’Italia, avrebbe bisogno come minimo di un altro migliaio di unità, novecento, per la precisione, ha sottolineato il comandante Ciro Esposito appena tre mesi fa. Relativamente alla delega ai Giovani, poi, se vi è qualche merito da attribuire a Clemente, non ce ne siamo accorti. Ci ricordiamo, piuttosto, di qualche inaugurazione di localini.

Movida, altro tasto dolente

Proprio la movida è un altro tasto dolente del corso dell’assessore: nell’ultimo anno e mezzo, se la situazione è migliorata, per i residenti che ogni notte devono fare i conti con il caos, non è certo per l’intervento dell’assessore, quanto per lo stop dettato dal Covid. Del resto, è bastata la parziale ripartenza delle attività (baretti in testa), a far scoppiare nuovamente l’emergenza movida molesta (e spesso violenta), nelle zone frequentate dai giovani. Ma Clemente ha anche la delega ai Lavori pubblici, alle infrastrutture, a strade, suolo e sottosuolo, e qui ci troviamo davanti a un’altra serie di fallimenti epocali. I cantieri atavici continuano a congestionare il traffico dal centro cittadino alla periferia, la Galleria Vittoria chiusa da mesi (e non si sa per quanto tempo ancora), le strade che hanno bisogno di interventi, e di cui invece nessuno si occupa.

Interventi di manutenzione
stradale, 60 milioni inutilizzati

A tal riguardo c’è una lista con 30 interventi relativi al Piano strategico della Città Metropolitana, quasi sessanta milioni di euro fermi, in attesa di essere spesi per il restyling delle arterie veicolari cittadine. Al palo, anche il progetto di manutenzione straordinaria di Viale Umberto Maddalena: 5.074.079,23 euro. La strada, spieghiamo a chi non la conosce, è quella che mette in collegamento la città con l’aeroporto di Capodichino, ed è nota per le famose voragini di cui è costellata. È la stessa strada che pure i turisti stranieri percorrono – con grandissimi disagi – quando dallo scalo aeroportuale devono raggiungere il centro città.

Brutte cartoline… da Napoli

Clemente è delegata anche all’immagine e alla promozione di Napoli. E allora vorremmo ricordarle delle condizioni indecorose dell’esterno della Stazione centrale; appena usciti ci si imbatte nei mercatini indecorosi degli stracci, e negli accampamenti di clochard (persone che nell’indifferenza della politica si lasciano in condizioni di abbandono e degrado), per non parlare poi – restando in zona – della bomba a tempo del Vasto. È vero, Alessandra Clemente ha avviato un progetto per il recupero della Galleria Principe di Napoli, ma è altrettanto vero che basta farsi un giro all’esterno dello spazio in questione per notare anche qui, la presenza di dormitori improvvisati, rifugio degli ultimi. Siamo proprio di fronte al Museo Archeologico, altro simbolo di Napoli nel mondo, uno dei simboli che Alessandra Clemente dovrebbe difendere e promozionare. Però, si vede che lady-like, che rivendica di «essere il candidato con la maggiore conoscenza della macchina amministrativa e dei territori», non se ne è accorta. Impegnata com’è a postare le foto con i nuovi alleati di Potere al popolo.

Riproduzione Riservata