Ma quando de Magistris spara a palle incatenate contro il Governo che spende «miliardi di euro per salvare le banche» dimenticandosi di «noi Comuni che vogliamo spiccioletti, non per fare sagre ma per rispondere ai bisogni della gente», si riferisce anche al Monte dei Paschi di Siena?

Al via la bonifica di Bagnoli
Al via la bonifica di Bagnoli

Se così fosse, il sindaco dovrebbe aggiungere che la banca di riferimento del centrosinistra, in Italia, è creditrice di circa 85 milioni di euro da «BagnoliFutura», la società di scopo – liquidata proprio da Giggino – che avrebbe dovuto assicurare la bonifica dei suoli nell’area ex Italsider. Soldi che la società, partecipata da Comune di Napoli, Provincia di Napoli e Regione Campania, non ha mai restituito creando una sofferenza importante all’istituto di credito di Rocca Salimbeni.

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Luigi de Magistris festeggia la vittoria al ballottaggio (2016)

Soldi che, insieme a tanti altri debiti, maturati in diversi ambiti e diversi contesti territoriali, hanno portato negli anni MpS a un passo dal crac finanziario. E alla necessità, da parte dell’Esecutivo, di intervenire per evitare il collasso del reticolato bancario italiano.
Se Giggino è a conoscenza di questa partita di debito, da parte di una società della galassia comunale, e non ne parla, è disonesto intellettualmente perché sa bene che un Governo non può permettere che un istituto di credito come MpS venga travolto con tutte le conseguenze, in termini di crush del sistema, che ne deriverebbero.

La sede del Monte dei Paschi di Siena
La sede del Monte dei Paschi di Siena

Se Giggino, invece, ignora che una sua partecipata è debitrice di un bel po’ di milioni, è ancora più grave perché significa che non conosce le carte e né gli interessa approfondirle.
In ogni caso, ora che ne hanno parlato pure i giornali, deMa lo sa. E non potrà più far finta di nulla.