Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca

«Natale e Capodanno non esistono, bisogna resistere o sarà un disastro»

Continua a scendere la curva dei contagi in Campania. Ma soprattutto per questo e soprattutto per evitare un’ondata di contagi conseguente all’arrivo di persone da altre regioni, il governatore De Luca insiste a non indietreggiare rispetto alla linea del rigore. Rivolge un appello ai cittadini, a far proprio il senso di responsabilità nelle prossime festività natalizie. E rivolge un appello soprattutto al Governo, a non cedere alle spinte demagogiche.

«La Campania chiede provvedimenti più rigorosi, è contraria al rilassamento, all’apertura della mobilità, a tutte le manfrine a cui stiamo assistendo, comuni piccoli, comuni grandi, cosa dobbiamo fare a Natale», dice durante la consueta diretta Fb del venerdì. E aggiunge: «In queste due settimane ci giochiamo il futuro del nostro Paese. Dobbiamo avere la forza di resistere oggi a tutte le demagogie, dobbiamo avere il coraggio di dire che quest’anno Natale e Capodanno non esistono altrimenti andiamo al disastro».

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E spiega anche perché. «Continuiamo ad avere 800-900 morti al giorno e riprendiamo la manfrina che abbiamo registrato in estate, soprattutto per iniziativa di tante regioni del nord, che stanno pagando oggi il rilassamento avuto nei mesi passati – dice De Luca – se abbiamo una ripresa forte dei contagi ed una esplosione dell’influenza virale non avremo le possibilità di fare le vaccinazioni anti Covid e se non abbiamo un mese di gennaio sotto controllo, avremo un prolungamento del problema contagio per mesi e mesi». Ecco perché per De Luca «non bisogna cedere alle spinte demagogiche o possiamo anche decidere di impiccarci con le nostre mani». «Dobbiamo avere il coraggio di dire che quest’anno Natale e Capodanno non esistono – ribadisce – devono essere giorni di raccoglimento religioso, familiare ma non possono essere i giorni delle feste normali altrimenti andremo al disastro».

Intanto nelle ultime 24 ore, secondo quanto rende noto l’Unità di crisi della Regione Campania, sono 1340 i casi positivi – 87 sintomatici – su 18.023 tamponi esaminati. La percentuale positivi-tamponi è del 7,43%, ieri era del 8,49%. “Siamo la prima regione d’Italia nel tempo di attesa tra sintomi e diagnosi, ci mettiamo 24 ore, unica regione d’Italia- dice ancora De Luca – Abbiamo il tasso più basso in Italia per decessi Covid, nelle terapie intensive ci sono 140 ricoveri, nessun nuovo ricovero, siamo alla metà dei ricoveri del Veneto, meno della metà del Piemonte, un terzo della Lombardia». La linea del rigore, e dei controlli, in Campania dunque ci sarà.

Alla stazione di Napoli, già da domani, è previsto un percorso obbligato per chiunque scenda dai treni, che lo porterà davanti a una telecamera con lo scanner per la temperatura. I passeggeri saranno obbligati a passarci davanti e l’allarme scatterà in caso di temperatura superiore ai 37,5 gradi centigradi oppure nel caso che il laser non riesce a rilevare la temperatura, se ad esempio il passeggero ha mascherina, occhiali e cappello. Nel caso di temperatura oltre i 37,5 gradi, il passeggero sarà accompagnato dagli uomini della protezione civile regionale nella postazione dell’Asl per il tampone salivare che dà una risposta in pochi minuti e, in caso di positività, si sottoporrà il passeggero al tampone molecolare. Controlli anche all’aeroporto di Capodichino dove la misurazione della temperatura sarà eseguita come sempre dall’Usmaf (Unità di sanità marittima, aerea e di frontiera) e i successivi tamponi a chi ne avrà bisogno saranno eseguiti dai sanitari di tutte le Asl della Campania. L’obiettivo è quello di limitare il più possibile gli spostamenti. Non caso, tra le misure che partiranno prima c’è quella, già a partire da domani, di non raggiungere le seconde case.

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