giovedì, Luglio 7, 2022
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I bar di Barcellona e le discoteche di Rio i ritrovi di Bardellino

LA STORIA DELLA CAMORRA – La vita del boss fatta di morte, soldi, donne e viaggi

Fu un elemento di spicco del clan dei Casalesi, tra i fondatori (tra gli anni ’70 e ’80) di quello che in seguito diventerà l’organizzazione criminale egemone nel Casertano. Antonio Bardellino, capo dell’organizzazione camorristica «Nuova famiglia» (che si formò in contrapposizione alla Nco di Raffaele Cutolo), fu uno dei pochi boss di camorra ad aver ottenuto anche l’affiliazione alla mafia siciliana, a Cosa Nostra. Una vita da film quella del boss originario di San Cipriano d’Aversa, da gangster. E come in ogni film di gangster che si rispetti non poteva finire se non con la morte, l’arresto o la scomparsa in circostanze misteriose. Di Bardellino non c’è più traccia e il Tribunale di Napoli Nord ha fissato la data di morte presunta al 31 maggio 1988. Secondo alcuni sarebbe morto ammazzato nella sua villa in Brasile.

In mezzo una vita fatta di morte, soldi, donne e viaggi. Si perché Bardellino fu a lungo ricercato e cambiò spesso nazione per sfuggire alle manette. La sua presenza, tra il 1978 e il 1983 (periodo della sua latitanza) fu segnalata in Svizzera, Francia, Venezuela e Spagna. Un cambio continuo di Stato e di continente che obbligò gli investigatori a un lungo tour de force per rintracciarlo. Il boss era ricercato in 134 stati aderenti all’organizzazione internazionale di polizia criminale.

L’avvistamento sulla spiaggia di Copacabana e il carnevale di Rio

Nel febbraio del 1983, pochi mesi prima della cattura, il malavitoso fu visto in Brasile sulla spiaggia di Copacabana, in compagnia di un altro malavitoso di grosso calibro, Raffaele Scarnato. Il villino nel quale si nascondeva era stato localizzato dal vice questore Emanuele Lobefalo, recatosi a Rio de Janeiro insieme con due agenti. Quando la polizia brasiliana vi fece irruzione il giorno dopo, di loro non c’era traccia. In precedenza Lobefalo ed i suoi collaboratori avevano svolto indagini, durante i festeggiamenti per il carnevale, in vari ritrovi di Rio, nei quali sarebbero stati visti in compagnia di donne.

Dopo il Brasile, Bardellino si sarebbe dovuto incontrare nel maggio del 1983 a Lugano con Aniello Nuvoletta, di Marano di Napoli, altro esponente della cosiddetta «nuova famiglia», colpito da mandato internazionale di cattura. Quel giorno il 21 maggio, fu tratto in arresto Nuvoletta ma il capoclan dei Casalesi non si presentò e sfuggì alla polizia.

La fine della latitanza a Barcellona

La sua latitanza però terminò nel pomeriggio del 2 novembre 1983 quando fu arrestato in un bar di Barcellona insieme a Scarnato dagli agenti della Criminalpol di Napoli, al comando del commissario Romano Argenio. Quando il commissario ed alcuni agenti della Questura, insieme con militari della polizia di Barcellona, circondarono Bardellino ed il suo compagno di latitanza, nessuno dei due oppose resistenza. A quanto pare erano in attesa di incontrarsi con due noti esponenti, probabilmente della stessa «nuova famiglia».

Il locale era stato fatto circondare da Argenio, il quale si era recato all’interno insieme con militari della polizia spagnola per avere la certezza che l’uomo intento a discutere in un angolo fosse proprio lui. Furono gli agenti della polizia locale a gettarsi sul ricercato e ad immobilizzarlo, mentre Scarnato tentò di fuggire. All’uscita del locale, però, si imbattè in altri agenti uno dei quali gli puntò la pistola al volto. Entrambi furono trovati in possesso di documenti falsi.

Bardellino era stato colpito da tre ordini di cattura per associazione per delinquere e da un altro per strage. All’epoca era accusato di aver fatto saltare in aria con una carica di dinamite la casa del boss rivale Raffaele Cutolo ad Ottaviano il 31 luglio 1981. All’ingresso della costruzione fu abbandonata un’automobile all’interno della quale erano stati collocati vari chilogrammi di esplosivo. L’ auto saltò in aria. Mandante dell’attentato a Cutolo, nel quale non si ebbero feriti, fu ritenuto Bardellino.

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