Da sinistra, Raffaele Imperiale e Arcangelo Abete

Il tentativo del clan guidato dal ras Arcangelo per intercettare i fornitori di cocaina degli Amato-Pagano

Anche i vertici del clan Abete avevano cercato di avere contatti con il super narcos Raffaele Imperiale (latitante a Dubai). La circostanza emerge dalle inchieste della magistratura e dalle dichiarazioni dei pentiti. In particolare, sulla questione, è intervenuto anche Pasquale Riccio, ex affiliato al clan Abbinante, con posizioni di vertice.  Nel corso di uno degli interrogatori a cui si sottopone Riccio, gli viene chiesto: «Che lei sappia gli Abete e/o gli Abbinante hanno cercato contatti con le fonti della cocaina degli Amato-Pagano?».«Sì – risponde il pentito –, gli Abete, per il tramite di Lello Bastone (al secolo, Raffaele Stanchi, ucciso a gennaio del 2012)». «Preciso che Lello Bastone, prima della faida (quella del 2012), era uomo di fiducia degli Amato-Pagano per i quali gestiva anche la Piazza delle Case dei puffi», racconta Riccio.

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«Io non so se lui (Stanchi, ndr) conoscesse direttamente i fornitori, o ne avesse sentito solo parlarne, ma di certo ha cercato un contatto attraverso il proprietario o gestore di un locale che si trova a Fuorigrotta», dichiara il pentito. Che poi entra nel merito della vicenda legata all’approvvigionamento di stupefacenti. «Comunque tornando ai fornitori di cocaina – rendiconta al pm –, Lello Bastone ci disse il nome dei fornitori: tale Tonino il parente (di Fuorigrotta) ed un tale Lello (secondo gli inquirenti si tratta di Raffaele Imperiale, ndr)». «Arcangelo Abete, per avere il contatto (con i narcos), lasciò due cellulari nuovi al proprietario del locale di Fuorigrotta, ma non c’è stato contatto. Se non sbaglio ci fu un solo messaggio nel quale (i due) dicevano che se ne sarebbe parlato al loro rientro a Napoli; sul punto Lello Bastone disse che i due avevano paura delle dichiarazioni di Carmine Cerrato la recchia (classe 1979) e che quindi avevano abbandonato Napoli», racconta il pentito Pasquale Riccio.

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