Gli Houthi centrano un Eurofighter in Arabia Saudita mentre cresce l’allerta nei cieli europei. Roma rafforza il dispositivo nel Mar Rosso
Un missile Houthi colpisce un Eurofighter italiano dentro una base saudita. Nessun militare resta ferito, ma l’attacco porta ancora più vicino all’Italia una crisi che ormai coinvolge sia le basi nel Golfo sia le rotte commerciali del Mar Rosso.
L’Eurofighter colpito nella base saudita
Il velivolo si trovava in una zona decentrata della base di Al Ta’if.
Guido Crosetto chiede subito ai vertici militari una nuova valutazione sulle condizioni del personale e sulle possibili opzioni operative.
Il punto è capire quanto sia cresciuta la minaccia dopo che gli Houthi sono riusciti a superare i sistemi di sorveglianza.
Roma chiede più navi per Aspides
L’Italia sollecita l’Unione europea a rafforzare l’operazione Aspides.
Roma è pronta a mettere in campo una seconda nave, ma chiede che gli Stati che non inviano propri mezzi contribuiscano maggiormente sul piano finanziario.
Il dispositivo europeo resta concentrato tra Mar Rosso, Golfo di Aden e aree limitrofe.
La Bergamini accompagna i mercantili
La fregata Carlo Bergamini ha già scortato navi commerciali lungo una delle rotte più esposte.
Tenere aperto Bab el-Mandeb è diventato ancora più importante dopo le difficoltà registrate nell’area di Hormuz.
Anche l’operazione europea ha confermato le attività di protezione delle navi commerciali nel Mar Rosso.
Donald Trump sostiene che Washington stia parlando con la milizia: «Stiamo parlando con gli Houthi. Anche loro vogliono raggiungere un accordo».
L’allarme corre poi verso i cieli europei
Mentre resta alta la tensione nel Mar Rosso, in Europa aumentano le segnalazioni di droni e velivoli militari.
A Copenaghen vengono avvistati droni mentre è riunito il Comitato militare della Nato. In Polonia alcuni aeroporti sospendono temporaneamente le attività per consentire operazioni di difesa dello spazio aereo.
Eurofighter italiani intercettano anche caccia russi dopo una violazione dello spazio aereo lituano.
Macron parla apertamente di attacchi ibridi
Emmanuel Macron riunisce all’Eliseo i candidati alle presidenziali e avverte: «Gli attacchi ibridi russi non resteranno senza risposta».
Poi aggiunge che quanto avvenuto in Germania «potrebbe accadere in qualsiasi altra città europea. Nessuno è al sicuro».
Mosca respinge questa lettura. Vladimir Putin sostiene che l’Europa stia usando il tema della minaccia russa per coprire i propri errori.
Nel frattempo, sul fronte ucraino, raid e operazioni militari continuano.
Kiev e Mosca continuano a colpirsi
L’Ucraina avvia l’operazione Vivaldi nel Donetsk, mentre droni ucraini raggiungono diverse regioni russe.
La Russia risponde con nuovi bombardamenti su Odessa, Kharkiv e Kiev.
Anche infrastrutture sensibili vengono coinvolte. Secondo l’Aiea, un drone colpisce una torre di raffreddamento della centrale nucleare di Kursk.
Il negoziato resta lontano, mentre entrambe le parti, secondo una ricostruzione citata negli appunti, mostrerebbero crescente insofferenza per la mediazione americana.
In Italia l’Ucraina entra nel programma M5S
La guerra entra anche nella partita politica italiana. Il Movimento 5 Stelle porta al voto degli iscritti una linea che chiede di cambiare l’impostazione italiana ed europea sul conflitto.
Il testo afferma: «Cambiare radicalmente l’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa nei confronti della guerra in Ucraina. Continuare a inviare armi significa allontanare la pace. È necessaria una svolta negoziale».
Il documento prevede anche il no al piano ReArm Europe e all’aumento della spesa per la difesa al 5% del Pil. La formulazione è riportata da ANSA nella ricostruzione dei venti punti sottoposti alla base M5S.
Sul sostegno militare a Kiev il Pd resta su un’altra linea
È proprio qui che emerge la distanza con il Partito democratico.
Elly Schlein sostiene però che il confronto sul programma comune andrà avanti: «Discuteremo con tutte le forze alleate del programma comune, sono certa che troveremo l’accordo su tutto».
Nel Movimento la posizione sulle armi viene presentata come base negoziale per costruire un futuro programma di coalizione, non come una rinuncia all’intesa con gli alleati.
Dai giovani al lavoro, il programma va molto oltre Kiev
I quesiti del M5S comprendono salario minimo, reddito di cittadinanza 2.0, tutele per autonomi, riduzione dell’orario di lavoro, misure per i giovani e spostamento della tassazione verso le rendite finanziarie speculative.
Tra le proposte compare anche una dotazione pubblica di 15mila euro al compimento dei diciotto anni, da finanziare aumentando il prelievo sulle grandi eredità.
Sul fronte della sicurezza viene proposta la creazione di un ministero delle politiche migratorie e dell’integrazione. Su giustizia e informazione il Movimento chiede il ritorno dell’abuso d’ufficio, una legge sul conflitto di interessi, la riduzione dei finanziamenti pubblici all’editoria e un’intelligenza artificiale di Stato.
Il voto interno consegnerà a Giuseppe Conte il mandato con cui aprire il confronto con gli alleati. Sul tavolo, il nodo più difficile resta Kiev.

















