Urla e parole pesanti nello spogliatoio. De Laurentiis continua a fidarsi del tecnico, che adesso pretende una reazione dalla squadra
Massimiliano Allegri, per una sera, lascia da parte la diplomazia. Nello spogliatoio di Firenze il tecnico avrebbe alzato la voce, colpito le pareti e chiesto al Napoli una reazione immediata dopo una prestazione giudicata troppo lontana dalle ambizioni costruite in estate.
Il pareggio di Firenze lascia strascichi
Davanti alle telecamere Allegri aveva già fatto capire di non essere soddisfatto. Il resoconto ufficiale di Fiorentina-Napoli riporta le sue parole sulla poca lucidità e sulla mancanza di cattiveria negli ultimi metri.
Nello spogliatoio, però, il tono sarebbe cambiato. Allegri avrebbe insistito soprattutto su quello che non ha visto: fame, rabbia e voglia di vincere. Ed è da qui che parte il lavoro della sosta.
De Laurentiis continua a puntare su di lui
Aurelio De Laurentiis non mette in discussione l’allenatore scelto per aprire il nuovo ciclo. La fiducia resta, anche davanti a una partenza più complicata del previsto.
Alla presentazione, Allegri aveva definito competitiva la rosa e parlato di piena sintonia con società e dirigenza. Una posizione raccontata anche dal club nel giorno dell’arrivo del nuovo tecnico.
Le prime certezze, però, cominciano a vacillare
Il Napoli ha raccolto sette punti nelle prime cinque giornate e ha già perso in Champions. Allegri non sembra dubitare del proprio lavoro, ma avrebbe iniziato a rivedere alcune valutazioni condivise durante l’estate.
La costruzione della squadra era stata uno dei passaggi più delicati del mercato del Napoli di Allegri, già complicato dai problemi fisici che hanno ridotto le alternative in difesa.
La sosta diventa tempo di lavoro, non di vacanza
Niente pausa lunga. La squadra tornerà ad allenarsi senza i nazionali e affronterà anche alcune amichevoli, seguendo un programma già previsto.
Allegri vuole recuperare condizione e giocatori, ma soprattutto pretende un altro atteggiamento. Beukema dovrebbe essere pienamente disponibile, mentre Badiashile avrà giorni preziosi per ritrovare ritmo e forma.
Alla ripresa comincia una corsa senza respiro
Frosinone, Villarreal, Venezia, Bodo Glimt, Roma, Monza, Juventus, Porto e Lazio arriveranno uno dietro l’altro. Il Napoli giocherà quasi ogni tre giorni e avrà bisogno dell’intera rosa.
Anche le gerarchie possono cambiare. Vergara è tra i giocatori in cerca di spazio nel Napoli di Allegri, mentre l’allenatore aspetta risposte dai titolari e da chi, finora, ha inciso meno. Dopo Firenze, il messaggio alla squadra è arrivato senza filtri.
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Allegri alza la voce dopo il pareggio di Firenze. De Laurentiis gli conferma la fiducia, ma il tecnico pretende una svolta dal Napoli.
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Napoli, dallo spogliatoio arrivano segnali che Allegri non può ignorare
Lang parla dei compagni, Milinkovic-Savic rimanda al tecnico e De Bruyne si innervosisce: la sosta serve anche a ritrovare il gruppo
Il Napoli non deve sistemare soltanto la classifica. Dopo Firenze arrivano parole, messaggi social e reazioni che raccontano uno spogliatoio ancora in cerca di equilibrio. Allegri ha quindi un problema in più: prima di rimettere a posto il gioco, deve capire come far tornare la squadra a muoversi come un gruppo.
Dopo Firenze parlano tutti, ma non allo stesso modo
Billy Gilmour difende la prestazione, come riportato anche nel resoconto ufficiale della partita. Noa Lang sceglie invece parole più appuntite.
«Dobbiamo essere bravi a guardarci», dice l’olandese. Poi aggiunge: «Ero libero un paio di volte davanti alla porta, non so se i compagni mi abbiano visto».
Lang porta fuori quello che non funziona dentro
L’attaccante non nasconde neppure il fastidio per la sostituzione: «Nessuno è contento di uscire al 60′, quando si potevano creare gli spazi…».
Il suo ruolo era già entrato nelle riflessioni sul futuro della squadra. Il Napoli aveva scelto di provare a recuperarlo, come emerso nel quadro su Vergara e le nuove gerarchie di Allegri. Le parole di Firenze, però, raccontano quanto quel lavoro sia ancora aperto.
Anche Milinkovic-Savic lascia un messaggio
Prima di partire per la nazionale, il portiere scrive sui social: «It is what it is». Poco dopo, interrogato sui margini di crescita del Napoli, risponde: «In cosa si può migliorare? È una domanda da fare al mister, non a me».
Non sono dichiarazioni uguali, né hanno necessariamente lo stesso peso. Mettendole una accanto all’altra, però, restituiscono l’immagine di una squadra che ancora fatica a parlare con una voce sola.
Allegri aspetta una risposta soprattutto dai veterani
Kevin De Bruyne è tra gli uomini sotto osservazione. Il belga ha mostrato più volte insofferenza verso alcune scelte dei compagni e Allegri si aspetta che proprio i giocatori più esperti trascinino gli altri.
Di Lorenzo, Politano e McTominay fanno parte dello stesso discorso. Quando arrivò a Napoli, il tecnico parlò di una rosa con grandi valori tecnici e umani. Adesso deve trasformare quella valutazione in comportamento quotidiano dentro lo spogliatoio.
La sosta deve ricucire prima ancora che allenare
Il Napoli deve recuperare energie e giocatori, ma la pausa servirà soprattutto a ricomporre rapporti e responsabilità. McTominay è atteso al rientro dopo il periodo di riposo seguito all’intervento.
Il lavoro cominciato durante il cantiere estivo di Allegri entra quindi nella fase più delicata. L’allenatore può cambiare uomini e sistema, ma prima deve ritrovare quella compattezza che negli ultimi anni aveva spesso aiutato il Napoli nei momenti difficili.
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Nel Napoli emergono tensioni e messaggi incrociati dopo Firenze. Allegri cerca una squadra unita prima ancora di trovare il nuovo equilibrio tattico.
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Hojlund corre lontano dalla porta: a Firenze solo due tocchi in area
Dodici palloni giocati, appena due dentro i sedici metri. Il danese trova i gol, ma il Napoli lo costringe spesso a fare il centravanti lontano dalla porta
Rasmus Hojlund segna, rincorre gli avversari e prova a dare una mano alla squadra. Il problema è che troppo spesso lo fa lontano dalla porta. A Firenze il centravanti del Napoli ha toccato appena dodici palloni e soltanto due nell’area avversaria.
Le mappe lo portano quasi fino a centrocampo
Le heatmap delle prime giornate mostrano il danese spesso vicino al cerchio di centrocampo. Per un attaccante con le sue caratteristiche significa partire troppo lontano dalla zona nella quale può diventare davvero pericoloso.
Contro la Fiorentina, il tabellino ufficiale del Napoli racconta anche una partita finita per lui prima dell’ora di gioco, quando Lucca è entrato al suo posto.
I gol ci sono, ma raccontano un altro tipo di attaccante
Hojlund ha già segnato contro Como e Inter. In entrambe le occasioni, però, ha trovato la porta da fuori area o comunque da una zona più lontana rispetto a quella nella quale un centravanti dovrebbe ricevere con maggiore frequenza.
Contro il Como il suo sinistro è partito dal limite, come ricostruito nel match report ufficiale del club. A Milano il copione è stato simile.
In area arrivano pochi palloni e lui deve venirseli a cercare
Contro Genoa e Fiorentina Hojlund ha raccolto appena due tocchi dentro i sedici metri. Contro l’Arsenal si è fermato a uno. La partita migliore, sotto questo aspetto, resta quella con il Bologna.
Il problema riguarda allora anche il gioco del Napoli. Hojlund viene incontro, protegge palla e partecipa alla costruzione, ma più arretra per aiutare i compagni più si allontana dalla zona nella quale dovrebbe chiudere l’azione.
Un anno fa segnava quasi sempre dove deve stare un bomber
Nella stagione precedente aveva realizzato sedici gol con il Napoli e il club lo ha poi acquistato a titolo definitivo. La comunicazione ufficiale sul riscatto di Hojlund ricorda quanto l’attaccante avesse inciso nel suo primo anno in azzurro.
Già allora aveva promesso di mostrare una versione migliore di sé, come raccontato nell’intervista sul futuro di Hojlund a Napoli. Per riuscirci, però, ha bisogno anche di una squadra capace di accompagnarlo fino all’area.
Allegri deve riportarlo negli ultimi metri
Il rientro di McTominay, Neres e degli altri uomini offensivi può aiutare il Napoli a riempire meglio la metà campo avversaria e offrire più palloni al suo centravanti.
Per Hojlund il compito, sulla carta, è semplice: correre meno lontano dalla porta e ricevere più spesso dove può fare davvero il suo mestiere. Per riuscirci, però, deve muoversi con lui anche il resto della squadra.

















