giovedì, Maggio 19, 2022
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«Hanno tolto l’esenzione, ora pago i farmaci essenziali. Lo Stato ci dimentica»

La denuncia del maestro Roberto De Simone

di Ilaria Riccelli

Non ha un cellulare, ma solo un fisso. Risponde dopo molti squilli al telefono con una voce roca, sente male ed è poco incline alla chiacchiera. Ha 89 anni, gravi difficoltà a camminare e si sposta da una stanza all’altra con l’aiuto di un deambulatore.

È il maestro Roberto De Simone indimenticato direttore del San Carlo, compositore musicologo e scrittore nato alla Pignasecca che tra i molti suoi successi rammenta quello di aver dedicato le sue ricerche alla riscoperta della musica popolare Campana, cui si dedicò si dall’inizio della carriera concertistica, e poi con la Nuova Compagnia di Canto con la quale ha riscoperto il substrato culturale e teatrale napoletano, nel 1976 nasce la Gatta Cenerentola, che ne ha determinato il vero grande successo.

Il Maestro adesso ha bisogno di medicine di mantenimento per sopravvivere ed è per questo che fa sentire la sua protesta. «Delle medicine essenziali per le quali non pagavo il ticket mi hanno tolto il diritto, e adesso devo pagarle senza nessun motivo». De Simone racconta che da poco gli hanno negato l’esenzione ai pagamenti dei medicinali che gli servono per sopravvivere; tuttavia, la sua pensione non gli consente molti strappi. Pare che la sua esenzione sia scaduta per motivi di reddito, ma il maestro non è d’accordo ed è infuriato con le istituzioni.

Una situazione comune a molte persone

«Questo è uno Stato che dimentica i suoi assistiti. Non tengono in considerazione le uscite che devo affrontare ogni mese – ribatte – sia per la quotidianità sia per stipendiare una persona che mi stia accanto ogni giorno». Questa condizione, portata alla luce dal musicologo, è purtroppo comune a molte persone che versano nelle sue stesse condizioni per motivi di età

«È una vergogna – commenta De Simone – conosco anche altre persone in questa condizione di imbarazzo e di dolore. Ho provato più volte a chiamare all’ASL per chiedere spiegazioni, ma non mi hanno mai risposto, né tantomeno posso andare di persona a parlarci. È uno scandalo – conclude il maestro – oltre alla pandemia che già ci ha sfiancati adesso si mette anche la burocrazia che ci complica il nostro normale accesso ai farmaci». L’esenzione permanente passerebbe infatti per una richiesta alla Regione, che dovrebbe approvarla, che nel frattempo invece il pagamento dei farmaci sarà maggiorato.

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