crisi economia campania
Covid, consumi a picco

Il paradossale caso di una imprenditrice napoletana che ha chiesto un fondo di garanzia di 25mila euro

Lei è una imprenditrice che gestisce una attività di bed & breakfast nella zona di Corso Umberto I a Napoli, ed è titolare di quella che viene comunemente detta «piccola partita» Iva. In seguito alle misure economiche messe in campo dal Governo Conte bis, per contrastare i contraccolpi del lockdown (innescato dall’emergenza Covid-19), l’imprenditrice ha chiesto di poter accedere a un prestito, all’attivazione di un fondo di garanzia di 25mila euro. La richiesta è stata presentata a maggio scorso presso Banca Monte dei Paschi di Siena. Nonostante la correttezza della domanda e l’esistenza di tutti i requisiti richiesti (e relativi al Dl 23/2020) per accedere al prestito, a tutt’oggi non è stato ancora effettuato.

L’atto di diffida ad adempiere
presentato dal legale
che assiste l’imprenditrice

La situazione paradossale ha portato la giovane titolare del B&B a rivolgersi all’avvocato Angelo Pisani, che ha immediatamente inviato un atto stragiudiziale di diffida ad adempiere, all’attenzione di Monte Paschi, Presidenza del Consiglio dei ministri, Banca d’Italia, Invitalia e Agcm (Autorità garante della Concorrenza e del Mercato). «Stante il tempo trascorso e la notoria crisi economica post emergenziale – si può leggere nella diffida presentata dall’avvocato Pisani -, il denunciante ha necessità del piccolo prestito per far fronte alla continuazione con decoro della propria attività economica».

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A ciò, sottolinea Pisani nella diffida, si aggiunga che «la garanzia Sace Spa è concessa automaticamente e il prestito può essere erogato dalla banca senza attendere la risposta del fondo poiché il prestito che la banca eroga è garantito ex lege». In virtù di ciò, il legale dell’imprenditrice ha invitato (tramite intima e diffida) Monte dei Paschi di Siena, Banca d’Italia, Invitalia e Agcm, a erogare alla sua assistita «l’importo del fondo di liquidità essendo detto prestito già garantito ex lege».

«Ecco la prova provata di come le banche, in violazione di ogni principio di correttezza, buona fede e trasparenza, e dei famosi decreti del premier Conte, arbitrariamente e con arroganza assoluta, scelgono a loro piacimento, a chi erogare e a chi non erogare i finanziamenti anti-Covid; finanziamenti che non sono sottoposti a valutazioni discrezionali, anzi sono stati previsti per legge al fine di aiutare tutti gli imprenditori a riavviare le proprie attività e per tutelare le regole di leale concorrenza del mercato», ha sottolineato l’avvocato napoletano.