L'arresto di Cosimo Di Lauro nel Terzo Mondo
L'arresto di Cosimo Di Lauro nel Rione 'Terzo Mondo'

LA STORIA DELLA CAMORRA Le intercettazioni dopo il duplice delitto Montanino-Salierno. Gli investigatori captano le parole di Salvatore Tamburrino, che nel 2019 svelerà il nascondiglio del boss latitante Marco (figlio di Ciruzzo ’o milionario)

Oggi, Salvatore Tamburrino (collaboratore di giustizia dall’autunno del 2019) ha 43 anni, ed è noto alle cronache giudiziarie soprattutto per i fatti che si sono registrati il 2 marzo di due anni fa. Quel giorno, Tamburrino, prima assassinò (in un’abitazione di Melito) la moglie, Norina Mattuzzo, poi svelò il nascondiglio di Marco Di Lauro, figlio del padrino Paolo, detto Ciruzzo ’o milionario. Di Lauro jr, latitante da oltre 14 anni, fu stanato in un appartamento di Via Emilio Scaglione, a Chiaiano.

Da pentito, Tamburrino ha spiegato perché tradì Marco Di Lauro, di cui per quasi 15 anni era stato «angelo custode», favorendone la latitanza. Si trattò di un moto spontaneo, raccontò agli inquirenti: «Avevo ucciso mia moglie, mi resi subito conto di aver commesso una cosa ignobile, mi affidai al mio avvocato per consegnarmi alle forze dell’ordine». «Fui prelevato dalla polizia di Corso Secondigliano, consegnai la mia pistola, fui portato in Questura». E poi il passaggio sul tradimento al boss latitante: «Mentre ci trovavamo nell’ascensore, confidai ad alcuni poliziotti il luogo dove si trovava Marco Di Lauro», disse Tamburrino. Ma perché? «Volevo, grazie a questa informazione, ottenere la disponibilità di poter riabbracciare un’ultima volta i miei figli».

ad

Leggi anche / Si pente Salvatore Tamburrino,
a rischio i segreti del boss Marco Di Lauro

La voce di Tamburrino (inserito a pieno titolo nel clan Di Lauro) finisce sul nastro degli 007 dell’Antimafia, poche ore dopo il duplice omicidio Montanino-Salierno; l’agguato mortale avvenuto nel pomeriggio del 28 ottobre 2004, nella zona di Cupa dell’Arco (quartier generale dei Di Lauro) è quello che storicamente dà la stura alla prima faida di Scampia e Secondigliano, che si combatterà tra clan Di Lauro e Scissionisti. Intorno alle due di notte del 29 ottobre di oltre 16 anni fa, l’allora 27enne, è intercettato mentre parla con un sodale.

Discutono del duplice omicidio portato a termine contro il clan Di Lauro. «Comunque – afferma Tamburrino – se è stato ’o Lello (si riferisce a Raffaele Amato, al vertice degli Scissionisti), si deve prendere il più presto possibile». I due, poi, parlano della necessità di girare armati e con una scorta di moto, per evitare attacchi da parte dei nemici. «Il problema è che ci stanno un sacco di loro (affiliati) che non si riguardano. Cosimino (Cosimo Di Lauro, ndr) lo ha detto già molte volte, che dobbiamo stare attenti, riguardarci».

«Il punto è che noi ci riguardiamo solo quando succedono i guai», tiene a sottolineare Tamburrino, al suo interlocutore. Nel corso della conversazione, emerge anche il racconto della reazione di Cosimo Di Lauro, appena appresa la notizia del duplice omicidio. «Ha detto Cosimino: “Adesso li mando a prendere uno alla volta”», racconta Tamburrino, riassumendo la volontà dell’allora reggente del clan Di Lauro di scatenare l’offensiva di risposta agli Scissionisti.

Riproduzione Riservata