Guglielmo Celestino e i rilievi dei carabinieri della Compagnia Vomero

Le indagini.

di Luigi Nicolosi.

Cinque minuti di vuoto dentro i quali potrebbe annidarsi il perché della drammatica morte di Guglielmo Celestino, il 19enne di via Caravaggio trovato cadavere ieri pomeriggio in via Aniello Falcone, epicentro della movida vomerese. Le indagini sul caso proseguono a passo spedito e gli inquirenti escludono con fermezza l’ipotesi della morte violenta. Tutto il resto, però, è ancora da decifrare.

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Un rebus che ha gettato nel dramma l’intero nucleo familiare della vittima. Ad oggi, infatti, Celestino ha perso la vita senza un motivo plausibile o quantomeno spiegabile. I carabinieri della compagnia Vomero per tutta la giornata di ieri hanno ascoltato amici e potenziali testimoni, oltre ai gestori del “Flame”, il locale di via Falcone in cui il 19enne stava trascorrendo la serata prima di morire in quel tragico volo di oltre cinque metri. Fra le dichiarazioni fin qui raccolte dagli “007” dell’Arma, particolarmente incisive si sono rivelate quelle fornite dal fratello della vittima. Il giovane, nonostante il fortissimo stato di choc, ha ricostruito per filo e per segno gli ultimi istanti trascorsi giovedì notte insieme a Guglielmo.

Stando a quanto riferito ai carabinieri, i due ragazzi, mentre la festa era in pieno svolgimento, intorno all’una avrebbero deciso di uscire dal locale per prendere una boccata d’aria. Il fratello della vittima avrebbe quindi fatto rientro nel “Flame” per alcuni minuti, circa cinque o dieci, dopo di che si sarebbe di nuovo riaffacciato su via Falcone ma a quel punto di Guglielmo non c’era già più alcuna traccia. Il ragazzo si era infatti allontanato dall’ingresso del club e non è da escludere che potesse anche essere già volato giù dal parapetto della stradina privata che conduce in via Falcone. Cosa è successo in quello brevissimo, maledetto arco temporale? Al momento nessuno è in grado di dirlo. Gli investigatori escludono però con sicurezza che la vittima sia rimasta coinvolta in una rissa.

Mentre gli interrogatori proseguiranno anche nella giornata di oggi e il corpo del 19enne rimarrà sotto sequestro in attesa dell’esame autoptico, i carabinieri hanno intanto acquisito le immagini registrate da alcuni impianti di videosorveglianza privata. Una telecamera, in particolare, avrebbe inquadrato il momento dell’allontanamento di Celestino dal locale e non è da escludere che dall’analisi di quei pochi frame possano arrivare le prime risposte che inquirenti e parenti della vittima stanno disperatamente cercando da ormai quasi quarantotto ore.

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