(Nelle foto i disordini del 23 ottobre scorso a Napoli)

Primo giro di vite della Procura antimafia: fari puntati anche su un vecchio esponente del clan della Sanità. Devastazione e saccheggio i reati ipotizzati dalla Dda

di Luigi Nicolosi

Notte di guerriglia a Napoli, primo giro di vite della Procura. Devastazione e saccheggio, reati aggravati dalle finalità terroristiche. Per questi reati la Direzione distrettuale antimafia ha iscritto nel registro degli indagati nove persone, a vario titolo ritenute responsabili di aver preso parte agli scontri avvenuti tra il 23 e il 24 ottobre scorso davanti alla sede della Regione Campania, poche ore dopo l’annuncio del governatore Vincenzo De Luca di un lockdown per contenere i contagi da Covid-19. Nel corteo pacifico dei commercianti si infiltrarono frange violente del tifo organizzato e di pregiudicati legati alla malavita oltre che di estremisti di correnti politiche di destra. La polizia giudiziaria ha sequestrato in perquisizioni giubbotti, felpe, cappelli, supporti informatici e memorie di computer. Tra gli indagati figurano un ex uomo del clan Misso del rione Sanità e diversi commercianti. Stando alla ricostruzione della Procura, i disordini sarebbero stati in parte organizzati su un gruppo facebook che conta migliaia di iscritti.

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