(Nelle foto l'esplosione di via Crisconio e il ferito Ciro Cotugno)

Ciro Cotugno, raggiunto da un colpo di pistola alla spalla, è molto vicino ai narcos del clan D’Amico: ipotesi scontro con i nuovi ras dei Casella

di Luigi Nicolosi

Una vendetta lampo infiamma la nuova faida di Ponticelli. È questa l’ipotesi investigativa che ora dopo ora sta prendendo corpo in merito al ferimento, avvenuto oggi pomeriggio, di Ciro Cotugno, 46enne molto vicino ai vecchi vertici del clan D’Amico “Fraulella”. Il pregiudicato è stato centrato da un colpo di pistola alla spalla destra in via San Michele e, ricoverato all’ospedale Villa Betania, se la caverà senza gravi conseguenze fisiche. Il raid potrebbe essere però tutt’altro che un fulmine a ciel sereno. Secondo i detective che stanno lavorando al caso si tratterebbe della risposta all’attentato dinamitardo consumatosi ieri notte in via Criscuolo, strada tradizionalmente ritenuta sotto il controllo del clan De Micco che ormai è però fuori dai giochi e che sarebbe gestita da qualche tempo dall’agguerrito clan Casella, vicino al potente cartello De Luca Bossa-Minichini.

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Sul punto, è bene precisarlo, non vi è ancora alcuna certezza ma soltanto ipotesi di scenario: al momento non è infatti chiaro se Cotugno abbia o meno qualche collegamento con la bomba che ha gettato nel panico un intero quartiere. Quello che preoccupa, però, è la contrapposizione che ormai si va delineando sempre più giorno dopo giorno. Clan Casella da una parte, i cui reggenti sono attualmente tutti a piede libero, e i reduci del clan D’Amico, organizzazione di mala indebolita dagli arresti ma che a più riprese ha già dimostrato di saper ricorrere all’uso massiccio di piombo e violenza: anche in questo caso, come per i Casella, al vertice ci sarebbero adesso dei giovanissimi pronti a tutto. Ad ogni modo gli equilibri criminali in zona vengono al momento definiti come estremamente liquidi e instabili, motivo per il quale gli investigatori preferiscono al momento non sbilanciarsi più di tanto.

Tornando al profilo del 46enne Cotugno, si tratta di un volto piuttosto noto nella zona. Definito negli ambienti investigativi come un “pesce piccolo”, vanta però alcuni collegamenti piuttosto “blasonati”. Nell’ottobre 2019 venne infatti arrestato dopo essere trovato in possesso di oltre un chilo di hashish. In quel frangente finì con lui in manette ancora Carmela Ricci, suocera del boss D’Amico e anche lei ritenuta figura molto in vista all’interno del clan con base al Parco Conocal. Da quel giorno di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, ma Ciro Cotugno avrebbe continuato a portare avanti la propria attività di pusher. Un business che forse l’ha portato e entrare in rotta di collisione con qualcuno dei nuovi capizona.

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