lunedì, Novembre 29, 2021
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Scoperto gruppo neonazista: proseliti da «no vax» a «negazionisti»

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Ad insegnare ai militanti come condurre un attacco, come usare armi e come affrontare un combattimento mercenari appartenenti a gruppi di militari e paramilitari ucraini

Aveva già destato allarme negli inquirenti, l’Ordine di Hagal, l’associazione sovversiva neonazista finita al centro di un’inchiesta della Procura di Napoli: lo scorso mese di maggio costrinse i pm partenopei a disporre una serie di perquisizioni per neutralizzare presunti eventi critici dedotti dall’analisi di alcune intercettazioni dalle quali emergeva la disponibilità di armi e l’intenzione di programmare eclatanti azioni violente.

Ieri, l’Ordine di Hagal, ha subìto un nuovo colpo: la Procura di Napoli da disposto una seconda raffica di perquisizioni eseguite dalla Polizia di Stato, nel corso delle quali gli agenti della Digos e della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno hanno sequestrato armi giocattolo (da soft air) modificate per diventare letali (come un lancia granate), simboli nazionalsocialisti, una copiosa letteratura su Hitler, abbigliamento tattico militare e altre attrezzature sulle quali sono in corso accertamenti. Le perquisizioni domiciliari e personali riguardano ventisei presunti adepti dell’Ordine di Hagal, aggregazione che diffonde il suo «verbo» anche attraverso un proprio sito web.

Il vaccino come una terapia genica sperimentale

Si tratta di studenti, commercianti e impiegati, non tutti iscritti nel registro degli indagati che sono una quindicina per ora, gente «insospettabile», anche simpatizzanti delle teorie «no vax», area nella quale l’Ordine lanciava la sua rete per pescare militanti. Tra gli articoli che il sito web dell’ordine segnala segnala, ne figura anche uno siglato A.M. (che viene indicato come il fondatore dell’Ordine) risalente al 25 marzo 2021 in cui l’autore spaccia il vaccino contro il Sars-Cov-2 come una terapia genica sperimentale: «…vaccinarsi – si legge in uno dei passi nell’articolo – significa accettare una modifica del proprio DNA irreversibile e perpetua…».

Gli inquirenti non escludono che le tesi «no vax» esposte nel sito, dove, ovunque, viene proposto il simbolo dell’Ordine di Hagal («il simbolo della rinascita», viene definito) siano funzionali alle attività di proselitismo finalizzato a indottrinare in soggetti permeabili l’estremismo neonazista che, comunque, è preponderante nei testi esposti nella struttura informativa del sito web. Per i sostituti procuratori di Napoli Antonello Ardituro e Claudio Onorati, e per il procuratore Giovanni Melillo, desta allarme la capacità di indottrinamento del gruppo eversivo, che ha la sua base tra Napoli e provincia, precisamente nel Nolano, ma che è riuscito a insinuarsi anche in molte altre province del Paese, come dimostra la lunga serie di località dove la Polizia di Stato ha eseguito i controlli: Napoli, Caserta, Avellino, Siena, Roma, Torino, Ragusa, Lecce e Ferrara.

Le loro teorie diffuse via sociale anche su WhatsApp e Telegram

Le teorie negazioniste della Shoah: «…il numero di 6 milioni (i morti ebrei provocati dai nazisti) è solo un numero della Kabala ebraica e uno straordinario raggiro e alibi per poter dominare senza ostacoli la cultura e l’economia mondiale grazie ad essa…». Ma non solo quelle, venivano illustrate ai proseliti attraverso incontri «in presenza», via sociale anche su WhatsApp e Telegram, chat tenute sotto controllo dalla Polizia Postale. Accanto a quest’opera di «educazione al neonazismo», poi, c’era l’aspetto più inquietante: l’addestramento militare e paramilitare, che avveniva in diverse località italiane e anche all’estero.

Ad insegnare ai militanti come condurre un attacco, come usare armi lunghe o corte, e come affrontare un combattimento corpo a corpo, erano mercenari appartenenti a gruppi di militari e paramilitari ucraini, alcuni addirittura protagonisti in alcune guerre civili, come le formazioni ultranazionalista apertamente neonaziste «Battaglione Azov», «Misantrophic Division», «Pravi Sector» e «Centuria». A capo del gruppo sovversivo sono risultati Maurizio Ammendola e Michele Rinaldi, rispettivamente di 40 e 46 anni, presidente e vice presidente dell’Ordine di Hagal, entrambi indagati, nei confronti dei quali gli investigatori ipotizzano una lunga serie di reati.

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