Il sacerdote anticamorra Aniello Manganiello

“Un parlamento con più ladri che a Scampia!”. Risuonano ancora nell’aria, oltre che nella rete, le parole utilizzate da Beppe Grillo in un post sul suo blog, attraverso le quali l’ex comico ha dimostrato come per lui il quartiere napoletano sarebbe, anzi, è il termine di paragone massimo per chi vuol richiamare alla mente del proprio interlocutore un luogo abitato da malviventi. Le polemiche non sono tardate ad arrivare, così come le querele (in particolar modo quella del presidente dell’Ottava Municipalità di Napoli, Apostolos Paipais), ma la prima domanda che andrebbe posta al fondatore del M5S è su quali punti si basa questo giudizio? Stylo24, per provare a dare una risposta, ha avuto modo di parlare con don Aniello Manganiello, ex parroco proprio di Scampia, dove è stato impegnato dal 1994 al 2010, nella lotta alla camorra.

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“In un primo momento ho pensato che non meritasse alcun commento. L’ho vista come una frase buttata lì senza alcun senso o una causa scatenante. Poi ho cercato di fare una riflessione e mi sono convinto che tutte le produzioni letterarie, cinematografiche e televisive che hanno raccontato Scampia in questi anni, hanno creato e consolidato un giudizio solamente negativo, che ormai fa parte di un pensiero collettivo dell’opinione pubblica”.

 

“Io sono stato 16 anni lì – prosegue don Manganiello – e non nego che ci fossero e ci siano dei problemi, ma una frase come quella di Grillo offende gli abitanti di un intero territorio. D’altronde, se si guarda alle periferie delle altre grandi città, si trovano le stesse cose che si trovano a Scampia, nel bene e nel male. E io non mi azzarderei mai a dire lo stesso di un quartiere della periferia romana o milanese. Certa gente parla perché non conosce. A Scampia ci cono tante realtà positive, come la ‘Scugnizzeria’ di Rosario Esposito La Rossa, l’Associazione (R)esistenza anticamorra di Ciro Corona, la mia Oratorio Don Guanella che da 25 anni segue centinaia di ragazzi per insegnare loro il rispetto delle cose e degli altri e l’importanza della cultura e dello studio. Non gli dico – continua – di venire a visitare Scampia, ma almeno non generalizzi, perché è sempre sbagliato. Evidentemente si è fatto condizionare da certe operazioni come ‘Gomorra’, che hanno dato una caratterizzazione di questo quartiere in chiave del tutto negativa”.

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E proprio su questo punto, don Manganiello ci tiene a precisare. “La televisione e il cinema non ci hanno fatto un buon servizio in questi anni. Così come non lo ha fatto Saviano. Che ha rappresentato questo territorio senza mai cogliere ciò che c’è di positivo. Forse Grillo è andato alla scuola dell’autore di ‘Gomorra’ per imparare a leggere quella realtà solo in maniera negativa. Evidentemente – conclude – dovrebbe farsi scolaro di qualcun altro”.