lunedì, Novembre 29, 2021
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Il green pass sui pullman a Napoli? Le comiche finali

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Certificato verde obbligatorio dal 6 dicembre

Dal 6 dicembre, a Napoli come in Campania e nel resto d’Italia, sarà necessario avere il green pass per poter utilizzare i servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale e quelli di trasporto pubblico locale. Bisognerà insomma aver effettuato un tampone risultato negativo oppure aver completato il ciclo vaccinale anti covid-19. Una nuova stretta, emanata ieri dal governo Draghi per «salvare il Natale». Operazione che già l’anno scorso fallì miseramente e il Governo Conte II e il ministro Roberto Speranza blindò l’Italia e gli italiani cancellando del tutto le festività. Speriamo che quest’anno abbiano più fortuna ma i presupposti non fanno ben sperare.

A Napoli e provincia l’obbligo di green pass e distanziamento sociale sui trasporti pubblici sarà difficilmente applicabile per un motivo molto semplice: i pochi mezzi e i pochi addetti ai lavori. Come si potrà controllare che tutti abbiano il certificato verde negli orari di punta, quando migliaia di persone affollano le stazioni della metropolitana? Come si potrà controllare il rispetto della norma su bus che normalmente viaggiano stracarichi di utenti? Bisognerebbe ridurre il numero di pendolari su ogni singola corsa, ma i mezzi non ci sono. Bisognerebbe che qualcuno controlli fisicamente il green pass, ma in Eav, Anm, Ctp e co, i controllori sono stati aboliti da anni.

E allora chi lo farà questo lavoro?

Le cronache raccontano di uno scontro nel Consiglio dei Ministri tra il premier Draghi e il ministro Lamorgese su chi debba effettuare questi controlli. Draghi avrebbe chiesto alla titolare del Viminale di intensificare il lavoro delle forze dell’ordine su questo versante. Alla sua richiesta però, avrebbe ricevuto un diniego motivato dalla carenza di personale nelle forze dell’ordine. Probabilmente finirà tutto a tarallucci e vino, more solito.

Ogni tanto carabinieri, polizia e guardia di finanza saranno costretti a distogliere l’attenzione dai veri criminali per controllare un vecchietto sul tram, ma poco importa. Questa è l’Italia. La speranza (non il ministro) è che in soccorso ci vengano le nostre aziende pubbliche di trasporto risolvendo il problema alla radice: visto le poche corse che effettuano oggi, potrebbero decidere di ridurle ancora. Eliminato il bus, eliminato il problema. Con buona pace di chi deve spostarsi.

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