Adolfo Greco, Filippo Capaldo e Michele Zagaria

Stamattina il giudice deciderà sulla concessione dei domiciliari al «re del latte»

di Giancarlo Tommasone   

Nella gerenza della cooperativa Santa Maria, che secondo gli inquirenti, rappresentava una vera e propria prosecuzione della Euromilk (ditta confiscata), non dovevano comparire i componenti della famiglia Capaldo, men che mai le mogli dei titolari. La costituzione di una coop, è riportato nero su bianco nell’ordinanza a firma del gip Leda Rossetti, era stata suggerita da  Adolfo Greco ai fratelli Filippo e Nicola Capaldo, nipoti del padrino dei Casalesi, Michele Zagaria. Ed è proprio per il suo interessamento e l’appoggio per la realizzazione del suddetto piano, che il «re del latte» di Castellammare è stato arrestato. Nei suoi confronti si contesta il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Leggi anche / Niente telefoni, un geometra
faceva da «staffetta» tra i Capaldo e Greco

Per favorire gli imprenditori casertani, che avevano chiesto il suo aiuto, secondo i magistrati, Greco si sarebbe rivolto a tre dirigenti territoriali della Parmalat. Due, Antonio Santoro e Lorenzo Vanore, sono finiti ai domiciliari; il terzo, Pasquale Russo, è indagato a piede libero. Come risulta da una intercettazione telefonica, il 23 luglio del 2013, Greco parla con Russo, mentre quest’ultimo si trova proprio a Collecchio (provincia di Parma), presso la sede centrale della Parmalat.

Le telefonate
intercettate

tra Adolfo Greco
e i dirigenti

territoriali Parmalat

Il 69enne informa il dirigente territoriale che i fratelli Capaldo sono appena andati via, alla fine dell’incontro (avuto con Greco) negli uffici della Cil. «Adesso se ne sono andati (si riferisce alla visita dei Capaldo, appena conclusasi). Quelli ora costituiscono (una cooperativa, ndr)», afferma l’imprenditore stabiese, che chiede al suo interlocutore di avvisare della cosa (la costituzione della coop), anche «quelli che stanno sopra (presumibilmente i dirigenti di Collecchio)». Greco e Russo, è riportato nell’ordinanza, «ben consapevoli che il reale intento della nuova operazione con la cooperativa di ex dipendenti Euromilk, fosse quello di assicurare la prosecuzione della gestione in capo ai nipoti di Zagaria, cercavano di far apparire la liceità della stessa operazione, anche simulando il licenziamento della moglie di Filippo Capaldo». «E’ tutto regolare… tutto legale… loro (quelli della famiglia Capaldo) non ci stanno proprio (sulla carta, nella gestione della coop), ci sono i dipendenti». «Loro (i Capaldo) non c’entrano, perché adesso si licenzia anche la moglie di Filippo», ribadisce Greco.

La difesa ha chiesto
i domiciliari per Adolfo Greco

L’imprenditore stabiese, in carcere a Secondigliano, ieri mattina ha sostenuto l’interrogatorio di garanzia. La difesa di Greco (composta dagli avvocati Vincenzo Maiello, Michele Riggi, Ettore Stravino) ha chiesto per il suo assistito gli arresti domiciliari. Relativamente alla istanza presentata dai legali, il giudice si è riservato di decidere entro la mattinata di oggi.