Show del boss Zagaria in aula tra minacce e messaggi nascosti
Il capo del clan dei Casalesi, Michele Zagaria

L’inchiesta, l’attività di intelligence

di Giancarlo Tommasone

Ad ascoltare le conversazioni intercettate di Adolfo Greco, emerge quanto quest’ultimo «fosse consapevole della caratura criminale dei Capaldo e dei casalesi», è sottolineato nell’ordinanza a firma del gip Leda Rossetti. Nicola e Filippo Capaldo, nipoti del boss Michele Zagaria, entrano in contatto con l’imprenditore stabiese, per cercare di recuperare la concessione di fornitura di latte, da parte di Parmalat. Alla fine si riuscirà a centrare l’obiettivo, soprattutto, sostengono gli inquirenti, grazie alla costituzione di una cooperativa, la Santa Maria, che «erediterà» tutto il flusso di Euromilk (ditta confiscata, e riconducibile ai Capaldo). Greco è in auto e parla con l’amico Bruno (estraneo all’inchiesta sul «latte dei casalesi»), è l’undici marzo del 2014. L’imprenditore racconta di quando, anni prima, Pasquale Tavoletta (uomo degli Zagaria) «volle avere un incontro con l’ingegner Gaetani, con l’amministratore delegato di Eurolat… e quando l’ingegnere ci andò, Pasquale Tavoletta era latitante e io: “Ingegnere, voi lo dovete far venire qua”».

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L’incontro tra il latitante
dei casalesi e l’ad
(dell’epoca) di Eurolat

A causa di quell’incontro, continua Greco, «l’ingegner Gaetani passò una nottata in caserma, perché poi dopo ci fu un pentito che raccontò (la circostanza)». Poi parlando dei nipoti di Zagaria, l’imprenditore confida all’amico: «Da me viene Nicola, il fratello più giovane… quello Filippo stava agli arresti domiciliari e mo ha avuto il permesso di andare a lavorare ed è l’erede dello zio (Michele Zagaria)».

Il colloquio intercettato
nell’auto di Greco

E tornando a Tavoletta, Greco racconta: «Quello stava con loro (evidentemente gli Zagaria), e loro poi ebbero la concessione, però già il padre di questo… Raffaele Capaldo, che sarebbe il cognato di Zagaria, già trattava bibite… latte a lunga conservazione… hai capito?». Poi il discorso verte sulla «serietà» di certi tipi di ambiente, definiti «più positivi, senza fronzoli, senza chiacchiere». «Se i casalesi stanno in tutto il mondo, un motivo di sta», dice Bruno. «Bravo, è logico», gli fa eco Adolfo Greco. «Una specie di “calabresi”», sottolinea Bruno. E Greco conviene con il suo interlocutore e argomenta: «Sì, sì, pure i calabresi. Un’altra cosa, vedi… che ci stanno pochi pentiti».