Fiocco azzurro in casa di un camorrista

La circostanza emerge da una intercettazione nell’ambito delle indagini sul narcos latitante Raffaele Imperiale

E’ la persona di fiducia a Napoli, del  super-narcos internazionale Raffaele Imperiale – attualmente latitante, secondo fonti investigative si troverebbe negli Emirati Arabi Uniti -, e nutre nei confronti del capo un tale senso di «ammirazione e di fedeltà», che quando nascerà suo figlio (e quasi ringrazia il Cielo si tratti di un maschio), ha già detto che lo chiamerà come lui, Raffaele, appunto.

La circostanza emerge da una intercettazione effettuata il giorno successivo al rientro dell’affiliato, tale Totò, da un viaggio in Spagna. Viaggio di «lavoro», durante il quale quest’ultimo ha incontrato il capo e una parente del boss. Il contenuto della intercettazione è allegato a una informativa di polizia giudiziaria, prodotta sul narcotrafficante nato a Castellammare di Stabia (Imperiale, ndr). Totò, di ritorno a Napoli, racconta alla moglie come è andato il viaggio in terra iberica.

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Nell’informativa è possibile leggere: «(Totò) commenta l’invito che aveva ricevuto da uno dei malavitosi, a stabilirsi in Spagna, circostanza quest’ultima che non aveva trovato d’accordo Raffaele Imperiale, il quale aveva disposto che lo stesso Totò dovesse rimanere a Napoli. “Mi hanno detto: Totò, vienitene qua, ti stai con me qua (…) Ma Lelluccio (Imperiale) ha detto: no, Totò deve stare a Napoli”». Particolarmente significativo, argomentano gli inquirenti, il tratto di conversazione in cui Totò riferisce alla moglie il contenuto di una conversazione avuta con una parente di Imperiale, mentre era in Spagna.

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Nel corso del dialogo, l’uomo di fiducia del boss, aveva rappresentato alla donna (parente di Imperiale) «che avrebbe dato al proprio nascituro il nome di Raffaele. Circostanza quest’ultima, estremamente significativa dell’ascendente di cui gode Imperiale nei confronti dei suoi “collaboratori”, i quali, in segno di riconoscimento e di fedeltà, offrono a lui un siffatto tributo», è riportato nell’informativa.