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Il giorno dell’Immacolata, l’8 Dicembre, era prevista una «stesa» dei Barbutos nei vicoli del Centro Storico ma Mosé non diede l’ordine. Il vecchio padrino se n’era scappato dopo che la figlia di 16 anni si era lanciata dalla finestra della casa dove viveva con la cameriera filippina e il domestico bengalese. Un attico di 200 metri quadrati in Vico Sedil Capuano, a poche centinaia di metri dalla Cattedrale dov’è conservato il sangue del Patrono di Napoli. Al sangue di un martire, l’odio degli uomini aveva voluto aggiungere il sangue di un’innocente.

La piccola aveva trovato nella chat di Facebook il link a un video amatoriale fatto col suo ex fidanzato e alcuni «amici». Un video porno dove, ubriaca e preda di qualche droga, si esibiva come una consumata attrice al centro della combriccola. Qualcuno l’aveva fatto girare pure sui Whatsapp dei ragazzi del rione che se lo scambiavano con commenti irripetibili. Devastata dalla vergogna, Nunziatina si era tolta la vita. Prima che suo padre potesse vederla in quelle immagini oscene. Prima che la sua esistenza diventasse una continua fuga da quella notte di follia.

Verso le tre del mattino di una domenica di pioggia – dopo aver provato per l’ultima volta a mettersi in contatto col padre – Nunziatina aprì gli infissi e si buttò nel vuoto. I barellieri dell’ambulanza che andarono a raccoglierla dall’asfalto la trovarono con i capelli biondi imbrattati di sangue e fango, e indosso un pigiamino rosa e giallo con le immagini di Topolino e Minnie che si davano un casto bacio sulle labbra. Era ancora una bambina pur se aveva voluto assaggiare un pezzo di vita adulta.

Mosé era stato annientato. Aveva perso entrambi i figli, e ora nulla sarebbe stato più come prima. Lui non aveva mai toccato i familiari dei rivali. Ma quelli erano altri tempi.

  • Ma ‘o ver fai? Nu video pornografic r’a figlia ‘e Mosé? Ah ah ah

Era allegro e strafatto, Christian. ‘O Bisonte era uno spasso quando raccontava le storielle con tanto di imitazioni a corredo. I «colombiani» si erano radunati a casa della nonna di Capauciello sui Camaldoli. Era uno dei covi migliori, spazioso e insospettabile. Capauciello diceva che ci portava le femmine che si doveva scopare, ma nessuno gli credeva – eccetto Lelluccio. Capauciello diceva che la nonna era disperata per il suo attivismo sessuale e per le stragi di cuori che faceva. Nessuno gli credeva – eccetto Lelluccio. Anche perché – fece notare un giorno ‘o Drogato – in casa c’era solo il letto matrimoniale della vecchia, rimasta vedova; e, a meno che non facesse una cosa a tre con la nonna, Capauciello stava raccontando solo l’ennesima stronzata. Tutti erano d’accordo. Eccetto Lelluccio.

Il peggio era ormai alle spalle. Mosé in fuga, Enea ridotto a un banchetto per i vermi; e gli altri pochi affiliati ancora in giro pronti a deporre le armi su «suggerimento» di don Vincenzo ‘o piragna. I «colombiani» programmavano un futuro radioso, insieme. Un futuro di potere, denaro e bella vita.

  • ‘O ver è nu mistéro, povera criatura – aggiunse Christian – . E ma non si po’ veré ‘stu filmat? Cioè, pe capì… eh mica pe fa’ ‘e malat…

Poi, tutto serio – ‘O Bisò, tu sai troppi dettagli. Ma nun è ca l’è fatt tu ‘o video ra zucculella?

Abdul e ‘o Drogato rantolavano dal ridere. Erano tutti ubriachi e imbottiti di cocaina. Avevano aperto una bottiglia di champagne di 5 litri per festeggiare la vittoria e l’arrivo di un nuovo carico di armi: 4 pistole e una mitragliatrice che sarebbero andate ad aggiungersi a quelle in loro dotazione. Roba di alto livello, un arsenale importante per una piccola ma agguerrita organizzazione.

Adesso dovevano difendere un intero rione, non più solo le loro inutili vite. Avevano bisogno di una maggiore potenza di fuoco.

Christian non aveva voluto rivelarne la provenienza e chi avesse garantito per lui.

  • Song ‘nu regalo ‘e chi ce vò bben – si era limitato a sibilare agli amici mentre brandiva la Magnum per stapparla – Perché a nuje ce vonn bene nu sacco ‘e gent ca nun putit manc immaginà.

Il tappo non veniva via. Un nuovo tentativo. Poca forza, colpa della cocaina.

  • A partì ‘a Vicienz ‘o piragna, ‘o pat r’a ‘nnammurata mia Elenuccia. ‘O Piragna c’ha aiutato e nun ha chiest niente. Iss l’ha fatt sul perché crede in nuje. E perché pur iss sap ca Mosé era finito, nun servev cchiu ‘a nient.

Nuovo colpo al tappo di sughero. Inutile. Un mezzo morso per muoverlo almeno un po’.

  • E ce vo’ ‘bben pur ‘o Lupo cattivo. Ricurdatev ‘stu nomme. ‘O lupo ca fa mettere paura pur ‘o Patatern. ‘O Lupo è robba ‘bbona…

Il ragazzo con la lacrima tatuata impugnò con tutta la mano il collo della bottiglia per sradicare il tappo aiutandosi con un fazzolettino di stoffa – Nuje simm ‘e n’ata razza rispetto a loro, rispetto a tutti chisti ‘cca. ‘O sann tutt quant… nuje simm ‘na razza nova.

Applausi. Fischi. Grida.

Nuovo giro di cocaina. Una dozzina di spinelli già pronti e allineati sul tavolo.

Servirsi, prego.

Bis a gran richiesta: la storia della figlia zoccola di Mosé.

‘O Bisonte ricominciò a raccontare tutta la tragedia nei dettagli: le operazioni di soccorso, le urla delle donne alla vista del cadavere della giovane Nunziatina, l’agitazione del rione per il terrore delle ritorsioni.

Chissà chi gli raccontava tutti quei cazzi alla bestia.

Aveva svelato, il killer, pure il particolare abbigliamento notturno della piccola.

  • Teneva ‘a fotografia ‘e Minnie ‘ngopp ‘o pigiam. Minni, no? Che foss ‘a fidanzata di Topolino, no? Eh, quindi che r’è ‘a fidanzata ‘e nu topolino?

  • ‘Na topolina – fece Abdul.

  • No, è ‘na zoccolaaaa – urlo ‘o Drogato incassando l’applauso generale.

  • Mosé l’era capì ro pigiam – aggiunse Capauciello – c’a figlia già ‘a piccerella tenev problem ‘a sta a cosce chiuse…

Il tappo era saltato, e la schiuma aveva invaso il tavolinetto e il divano.

Spruzzo come nei Gran Premi. ‘O Drogato si fece la doccia sotto la cascata di bollicine. Capauciello provò a farsi il bidet.

Che schifo.

  • Guagliù, guagliù – rideva Christian mentre agitava la bottiglia per caricare il getto–: ma avit fatt ‘o confronto all’americana r’e cazzi int’o video? Non è che ce sta pur cocc cazz vuostro int’o filmato?

Altra esplosione di schiuma.

Partì il giro di rabbocchi. In attesa del suo flute, ‘o Drogato si grattò sotto il mento col coltellaccio «Combat ready» da 24,8 centimetri. Abdul lo guardava come si guarda un fratello scemo.

Christian, sollevando il bicchiere – Brindamm a Mosé che se pensav ‘e essere don Pietro Savastano.

Cin cin. Applausi. Fischi.

  • E brindamm pure ‘e figli ‘e Mosé.

Cin cin. Risate.

Christian, richiamandoli all’ordine – Brindamm a Enea (che nomm ‘a frat r’o cazz!) ca se pensava ‘e essere Totò Riina o Rafele Cutolo…

Cin cin. Qualche ululato.

Ancora Christian, agitando il bicchiere – E brindamm pure ‘a Nunziatina (se chiamm Nunziatin?) ca se pensav ‘e essere Moana Pozzi. Pace all’anima ‘e chi l’è stramuort.

Qualcuno commentò con un pernacchio.

Tintinnarono i calici.

A fine serata, quando tutti stavano prendendo auto e motorini per andare a mangiare il cornetto caldo a Mergellina, Abdul si avvicinò a Christian.

  • Che cazz va truvann Vicienz ‘o piragna? Che cazz vo ‘a nuje?

Il ragazzo col tatuaggio si fermò a cercare le chiavi della macchina. Era a tal punto stremato dal mix di alcol e droga che ce le aveva in mano, e non se n’era accorto. Tirò due volte su col naso. E con le dita si strinse forte le narici.

  • Nun te preoccupà, ‘o frat. Statt quiet, nun so cazz ca te riguardan.

  • No, no. Staje sbagliann ‘o Chrì. Amma parlà ‘e stu fatt. Nun voglio a nisciun. E nun voglio dicere grazie a nisciun.

  • Può dicer grazie a me – ribatté l’altro – p’o mument si proprio ce tien.

Capauciello li chiamò e gli intimò di fare presto che le puttane a quell’ora iniziavano a prendere servizio, e le più belle se le caricavano subito.

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