La Gori distribuisce l'acqua in 76 Comuni del Napoletano e del Salernitano

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La Gori (Gestione ottimale risorse idriche) può essere definita un «carrozzone». Lo ha stabilito il giudice della VI Sezione Civile del Tribunale ordinario di Napoli, attraverso la sentenza n. 8028/2018. L’azienda che si occupa di fornitura idrica aveva citato in giudizio il giornalista Vincenzo Iurillo e «Il Fatto Quotidiano» (difesi dagli avvocati Caterina Malavenda e Paolo De Vincenzo), per un articolo comparso il 27 dicembre 2014 sulla versione on line di detta testata, contestando ai convenuti di aver diffuso affermazioni di natura diffamatoria.

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L’articolo in oggetto, dal titolo «Sorrento, prescrizione in appello per gli sversamenti nel parco marino», recava nel corpo
del testo alcuni passaggi,
che hanno innescato
la richiesta da parte di Gori

Nello specifico, Iurillo definiva la Gori «un carrozzone pubblico privato (partecipato al 40% da Acea e per il restante dagli enti pubblici locali raggruppati in Ato) dove comanda la politica che si spartisce incarichi e prebende».

Il giudice ha stabilito che «non è censurabile l’utilizzo dell’espressione “carrozzone” venendo altrimenti meno, in presenza di fatti oggettivamente verificabili e nel rispetto della continenza, l’intrinseca caratteristica del diritto di critica che è quello di servirsi di locuzioni aspre, pungenti e finanche astrattamente offensive. Considerazioni analoghe possono essere spese per l’espressione “…dove comanda la politica che si spartisce incarichi e prebende”». Per tali motivi, il giudice unico Mauro Impresa, ha rigettato la domanda dell’attrice (la Gori, ndr) e l’ha condannata al pagamento delle spese del giudizio sostenute dai convenuti.

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