sabato, Dicembre 3, 2022
HomeNotizie di CronacaGomorra è realtà: vasche con acido e kalashnikov a scuola per uccidere...

Gomorra è realtà: vasche con acido e kalashnikov a scuola per uccidere i ras rivali del Parco Verde

Colossale retata alle porte di Napoli, il boss Nicola Sautto mise pace tra le fazioni in guerra per tutelare gli affari: il clan poteva contare su 14 piazze di spaccio attive a tutte le ore del giorno

di Luigi Nicolosi

Un girone infernale che brucia tra spaccio di droga a qualsiasi ora del giorno e piani di morte a dir poco terrificanti. Tra le pieghe dell’inchiesta che questa mattina ha portato all’esecuzione di oltre cinquanta misure cautelari emerge non soltanto l’incessante smercio di stupefacenti all’interno del Parco Verde di Caivano ma anche la volontà di capi del clan di mettere a segno almeno due omicidi quantomeno singolari: il primo episodio ha visto protagonista il ras Massimo Gallo, che nel 2013 si sarebbe appostato per diversi giorni, armato di kalashnikov, all’interno di una scuola media della zona pronto a tendere un agguato al boss rivale Antonio Ciccarelli; nel secondo caso il piano di morte vide protagonista Gennaro Masi, oggi collaboratore di giustizia, il quale aveva preparato una vasca di acido nel quale avrebbe dovuto immergere il capopiazza Mario Russo.

Circostanza piuttosto singolare, in entrambi i casi fu il capoclan Nicola Sautto a mettere pace impartendo agli aspiranti killer l’ordine di deporre le armi. Un omicidio eccellente avrebbe infatti attirato ancora di più l’attenzione delle forze dell’ordine in zona e il cartello Ciccarelli-Sautto non voleva assolutamente imbattersi in retate che avrebbero potuto inficiare il colossale giro di affari della cosca. Sul punto, i carabinieri hanno infatti accertato che all’interno del Parco Verde erano attualmente operative ben quattordici basi di spaccio, tutte collegate, direttamente o indirettamente, al clan: alcuni capibase versavano una tangente mensile fissa, come nel caso del ras Pasquale Fucito che pagava 60mila euro, altri lo facevano invece in percentuale. Tutti erano in ogni caso costretti ad approvvigionarsi dai capi della cosca: in questo modo si sarebbero tra l’altro garantiti la sua protezione.

Questi, nel dettaglio, i nomi di tutti i coinvolti nella retata di questa mattina. In carcere: COCCI ANTONIO; OLIVIERO ANTONELLA; RECANO ANTONIO; COTRONEO PASQUALE; FIAMMINGO SALVATORE; ANATRIELLO NICOLA; ANDREOZZI ANTONIO; BUONAVOLONTA’ CARMINE; CARUSO PASQUALE; CRISPINO ALESSANDRO; CUOMO CIRO; DI BARTOLO NATASCIA; DI LAORA DOMENICO; DONATIELLO FRANCESCA; FIORILLO IDA; GELATO GIUSEPPE; IACCARINO CIRO; IACCARINO DOMENICO; SALVATI MARIO; SCARAGLIA SALVATORE; VASAPOLLO ANTIMO ROLANDO; VASAPOLLO MARCO; D’ANGELO RAFFAELE; DI MARTINO GENNARO; OLIVIERO ANDREA. Ai domiciliari: IACCARINO CARMINE. Divieto di dimora: AUSANIO ANTONIO; SERINO GIUSEPPE.

Articoli Correlati

- Advertisement -