venerdì, Agosto 12, 2022
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Gomorra è ancora qui: «Nella “33” droghe di ogni tipo, so chi comanda»

L’ex ras Rignante tira in ballo i nuovi capi del clan Abbinante e fa luce sul ritorno a Scampia degli Amato-Pagano: «Kobret e cocaina sono un loro affare»

di Luigi Nicolosi

Più che una “piazza”, una vera e propria fabbrica dello spaccio in grado di generare un vorticoso giro di affari. Lo sa bene il clan Abbinante che, della cosiddetta “33”, ha fatto negli anni il proprio core business. La piazza in questione, nonostante le retate subite nel tempo, rappresenta infatti ancora oggi una delle principali fonti economiche della storica cosca del rione Monterosa di Scampia. Il recentissimo pentimento di Luigi Rignante, per anni ras e capopiazza del clan, potrebbe però infliggere un durissimo colpo all’organizzazione. Vale la pena ricordare che il gruppo Abbinante rappresenta ancora oggi uno dei principali e più strutturati clan del potente cartello degli Scissionisti di Secondigliano.

Luigi Rignante, passato da pochi mesi dalla parte dello Stato, lo scorso 26 luglio ha affidato agli inquirenti della Dda di Napoli una lunghissima deposizione. Nel corso dell’interrogatorio l’ormai ex ras ha insistito a lungo sul funzionamento della piazza di spaccio della “33”, indicando il tipo di sostanze che vengono smerciate al suo interno e, soprattutto, i nomi dei responsabili dell’attività. Con la doverosa premessa che tutte le persone citate devono essere ritenute innocenti fino a prova contraria, ecco quando dichiarato dal collaboratore di giustizia: «Si vende crack, eroina, erba, cocaina, kobret, hashish. Nell’ultimo periodo era Salvatore Mari (lato hashish ed erba), detto “’o tenente”, che si occupava della gestione. Rispetto alla mia piazza, quella del Monterosa, questa è più grande, ha parecchi punti vendita, e richiede più persone, a differenza della mia piazza, che è piccola, un solo rione, e di fatti è gestita, per quanto riguarda l’hashish solo da me. L’erba è gestita da circa un anno da Giancarlo Possente».

Fatta questa precisazione, il super pentito torna dunque a parlare della “33”: «La piazza di eroina della “33” è gestita, almeno dal 2019, quando è stata riaperta, da Claudio Di Napoli, promossa e diretta da Raffaele Abbinante jr, il fornitore è tale Alessandro, suocero di Raffaele Abbinante jr, che saprei riconoscere in fotografia. La piazza del crack, diretta e promossa da Antonio Esposito, era gestita da Vincenzo De Luca fino alla sua morte, poi è subentrato Salvatore Morriale. con Antonio Esposito collaborava il fratello Francesco. Quella di kobrett e cocaina invece è una piazza separata, gestita dal clan Amato-Pagano». Secondo l’ex ras Rignante, nella stessa zona del quartiere sarebbero tornati i “rapporti di buon vicinato” tra gli Abbinante e gli Amato-Pagano, con questi ultimi che, stando così le cose, sarebbero tornati ad affacciarsi sugli affari criminali di Scampia dopo un lungo esilio nell’hinterland nord, in particolare a Melito e a Mugnano.

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