Il pentito Salvatore Lo Russo: rubarono il premio di Maradona, ma non riuscii a recuperarlo

“Diventai molto amico di Maradona che frequentava spesso casa mia, ma solo perché diceva di trovarsi bene in mia compagnia e solo in un paio di occasioni mi ha chiesto se potessi procurargli della cocaina per uso personale”. Salvatore Lo Russo, dopo aver spiegato ai pm antimafia com’era organizzato il sistema del calcioscommesse, affronta il tema dei suoi rapporti con i calciatori. “Maradona l’ho conosciuto tramite Pietro Pugliese e Gennaro Montuori, detto Palummella”, aggiunge il collaboratore di giustizia. “Maradona si rivolse a me nell’occasione in cui subì il furto di una ventina di orologi e del Pallone d’Oro”. Il collaboratore rivela che gli fece recuperare “gli orologi tramite Peppe ‘o biondo che li trovò presso i Picuozzi dei Quartieri Spagnoli ma non fu possibile recuperare il Pallone d’oro che avevano già sciolto”. Come forma di indennizzo, Lo Russo inviò “quindici milioni di lire ai Quartieri Spagnoli che però mi furono poi mandati indietro”. E conclude: “Ricordo che uno tra gli orologi che mi mandarono non apparteneva a Maradona e questi non volle tenerlo per sé tanto che lo regalai a Pugliese”.