Oggi è partito lo stato di agitazione dei lavoratori socialmente utili

Presidio degli Lsu questa mattina davanti alla sede della Regione Campania in via Santa Lucia a Napoli promosso da Cgil Cisl Uil Campania. Oggi è partito lo stato di agitazione dei lavoratori socialmente utili per rivendicare la stabilizzazione del personale inserito nel progetto della giunta regionale. «Sono 531 – ha affermato il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, nell’incontro con i giornalisti che si è tenuto nel corso del presidio – i lavoratori Lsu che gridano vendetta, questa è la testimonianza di come la politica e la giunta regionale considerano il lavoro. Per noi il lavoro è non solo occupazione, non solo stabilità ma un’idea precisa per combattere le diseguaglianze e le grandi crisi».

«Oggi – ha aggiunto Ricci – la giunta regionale dimostra di non avere un’idea di futuro, un’idea di progresso, un’idea per dare occupazione a questi lavoratori. Da venticinque anni tutti apprezzano la loro professionalità, sostengono che rappresentano un grande valore aggiunto e che occupano posti strategici. A loro quindi va data una risposta immediata, con l’avvio delle procedure concorsuali. Non si chiedono corsie preferenziali, ma solo il rispetto della legge». «La Finanziaria – ha concluso Ricci – ci impone la scadenza del 31 marzo. Non possiamo aspettare le decisioni e il temporeggiare della politica. Va data subito una risposta. Sul lavoro in Campania non si possono fare sconti e non si può essere, come la fa giunta regionale, superficiali».

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«È inaccettabile – secondo la segretaria generale della Cisl Campania, Doriana Buonavita – che, con gli strumenti normativi che il ministero ha messo a disposizione, ci ritroviamo a chiedere a questa giunta se ha la volontà di stabilizzare lavoratori che da 25 anni vivono una condizione di precarietà e che si stanno avvicinando ad una pensione sempre più precaria. La Campania non può morire né vivere di precarietà, a cominciare dai lavoratori Lsu fino a quelli dei servizi e della sanità». «La Regione – ha aggiunto Buonavita – deve assumersi le sue responsabilità che sono in capo alla politica e che vengono messe in atto dalla dirigenza. Bisogna ristabilire un ordine metodologico tra chi sceglie e chi agisce. La Regione Campania, rispetto alla piattaforma Cgil Cisl Uil presentata nel luglio 2019 e alle osservazioni sulle spese del Recovery Fund, dopo 5 incontri si è chiusa in silenzio. Un silenzio che pesa più di tante parole e che i cittadini, i lavoratori, il sindacato non meritano».

«Non ci sono più scuse. Per noi – ha sottolineato il segretario generale della Uil Napoli e Campania, Giovanni Sgambati – è inconcepibile non stabilizzare centinaia di lavoratori precari da tanti anni, anche perché c’è uno strumento per risolvere questa situazione che va avanti da troppo tempo, quello che ha messo in campo la legge Finanziaria del 2020». «Per poter innovare la pubblica amministrazione – secondo Sgambati – bisogna partire dall’azzerare ciò che oggi è precarietà. Ecco perché siamo in presidio sotto la sede della Regione. Il 31 marzo è una scadenza non rinviabile. O si rinnovano questi contratti o avremo ovviamente un ulteriore elemento di conflittualità con la giunta regionale».

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