sabato, Gennaio 22, 2022
HomeInchieste e storia della camorra“Gli alberghi a ore? Sono tutti di proprietà del clan Mallardo”

“Gli alberghi a ore? Sono tutti di proprietà del clan Mallardo”

I soldi sporchi riciclati nelle strutture che affollano l’area del Giuglianese: tutte costruite senza autorizzazioni

“Il clan Mallardo investe soldi nella realizzazione e nella gestione di alberghi ad ore”. A spiegare il business della cosca di Giugliano in Campania è il pentito Gaetano Vassallo, ex colletto bianco del clan dei Casalesi. Spiega ai pm antimafia l’origine di questa informazione in uno dei suoi primi interrogatori. “Questo lo so perché Francuccio Mallardo mi specificò quali erano gli alberghi del clan Mallardo quando io stavo realizzando il mio albergo in Castelvolturno. Egli mi precisò anche i soldi del clan Mallardo erano investiti in settori diversificati; infatti i Mallardo ‘non si tengono i soldi in mano’, ma li reinvestono in modo che, formalmente, le proprietà degli immobili sono riferibili a prestanome”. Insomma, il solito sistema delle “teste di legno” con una particolarità, però. Infatti, il collaboratore di giustizia sottolinea che “questi ultimi, d’altronde, hanno il loro guadagno nella realizzazione dell’attività”. “Non so se, poi, il prestanome riserva una percentuale dei guadagni dell’attività – immediatamente e stabilmente – al clan, ma quello che so è che, dopo un certo periodo, spesso breve, l’intera struttura rientra nella disponibilità del clan mediante il sistema della cessione delle quote societarie”. Per essere ancor più preciso, Vassallo ricorda un episodio. “Francuccio mi specificò che anche ‘u zuppariello (affiliato al clan, ndR) aveva realizzato, senza subire alcun controllo né avere alcun problema, l’ulteriore sopraelevazione dell’albergo ponendo in essere un piano in più rispetto a quelli già esistenti, comunque abusivi. Anche questo albergo, come tutti gli altri di cui ho parlato negli altri verbali, non ha alcun requisito di quelli previsti per legge quanto all’antincendio ed all’agibilità”.

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