A sinistra e a destra i capi storici degli Scissionisti, i boss Raffaele Amato e Cesare Pagano. Al centro il collaboratore di giustizia Carmine Cerrato

I retroscena della maxi-inchiesta sul clan Amato Pagano. Il pentito: dovevamo siglare il foglio prima di darlo a Cesare Pagano

Funzionava pressappoco così: i responsabili delle estorsioni erano tenuti a rendicontare tutto, dalle singole entrate alle spese sostenute per raccogliere il pizzo. Alla fine, fatti i conti, si metteva tutto su carta; il foglio veniva siglato in calce, e poi si poteva consegnare al boss. E’ quanto emerge dall’inchiesta che martedì scorso, è sfociata in una maxi-operazione contro il cartello Amato-Pagano. A parlare della regola, a cui gli affiliati non si potevano sottrarre, è tra gli altri, il collaboratore di giustizia Carmine Cerrato. Per anni uomo di vertice del clan degli Scissionisti, conosce bene le dinamiche «economiche» della cosca.

«Fino a quando c’è statoCesare Pagano (il capoclan, ndr) latitante, io chiudevo i conti delle estorsioni con altri due affiliati. Noi eravamo tenuti a riportare tutto su un foglio, che dovevamo firmare. Io portavo il foglio a Cesare che segnava la somma finale dei soldi. I soldi erano a fondo cassa quale entrata delle estorsioni».

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La firma di tutti gli addetti al comparto estorsione era fondamentale, perché con quella sigla ci si prendeva le proprie responsabilità rispetto ad eventuali ammanchi di denaro. In questo caso – è facile immaginare – non era previsto il licenziamento al termine di una indagine interna alla società, ma punizioni assai più gravi. Chi ruba dalla cassa comune è passibile di morte, è una delle regole che sta alla base della «comunità» camorristica. Dal totale che finiva poi nella mani della famiglia Amato-Pagano, c’erano le spese da stornare. «Per esempio – racconta ancora il collaboratore di giustizia -, i singoli affiliati trattenevano da quello che andava versato alla famiglia, le spese sostenute, vale a dire anche i soldi per la benzina e dell’assicurazione su auto e moto utilizzate per andare a fare le estorsioni».

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