martedì, Dicembre 6, 2022
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Il boss intesta la villa al fidanzato della figlia, ma poi i ragazzi si lasciano

I problemi privati del ras  

Capita con elevatissima frequenza che una relazione sentimentale tra due giovani si concluda prima che si arrivi alle nozze. Ma la mancata celebrazione del matrimonio diventa un problema da risolvere, quando a quelli che avrebbero dovuti essere rispettivamente futuro genero, e futuro consuocero, il capoclan ha intestato in precedenza una faraonica villa con tanto di laghetto artificiale, e ha prestato ben 300mila euro, senza ancora vedersi restituito un centesimo. La circostanza è raccontata agli inquirenti dal collaboratore di giustizia Domenico Verde, nel corso della deposizione dell’undici gennaio del 2010. Si parla del boss Giuseppe Polverino.

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«Posso dire che tra i prestanome della famiglia Polverino c’è senz’altro la famiglia dell’ex fidanzato della figlia di Giuseppe Polverino, in particolare il padre del ragazzo. Fra i beni intestati al padre del giovane c’è senz’altro una villa ubicata a Marano, nella zona di Città Giardino (la villa col laghetto artificiale, ndr); ciò è tanto vero che Giuseppe Polverino si lamentava spesso con me perché (a seguito della rottura del fidanzamento di sua figlia con questo ragazzo) si ponevano problemi in ordine all’intestazione del bene. Per quanto Polverino, mi ha detto oltre un mese fa, che questa villa dovrebbe essere ancora disabitata nonostante i Polverino volessero ivi trasferirsi; ciò per evitare di dare nell’occhio in seguito al sequestro della precedente abitazione», fa mettere a verbale Verde.

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Il collaboratore di giustizia riferisce anche di un prestito di 300mila euro, che il capoclan, grazie all’intercessione della propria moglie, avrebbe elargito al padre dell’ex fidanzato della figlia. Somma della quale, relativamente al periodo cristallizzato nelle dichiarazioni di Verde, non è stato ancora restituito un centesimo. «A proposito del padre dell’ex fidanzato della figlia di Polverino, devo aggiungere che quest’ultimo (Polverino), in una occasione, dopo essere tornato in Spagna da un periodo trascorso in Italia, mi disse di essere molto arrabbiato con sua moglie e di averla addirittura picchiata perché gli aveva presentato (l’allora fidanzato della figlia), come ragazzo molto benestante ed invece in quella occasione aveva dovuto prestare ben 300mila euro al padre del giovane, perché si trovava in difficoltà economiche», dichiara il pentito.

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