Il boss Giuseppe Gallo

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Non era affatto pazzo il boss Giuseppe Gallo, se non di nome, o meglio, di soprannome. ‘Peppe o pazzo’ era ed è, infatti il modo in cui veniva chiamato ormai da tempo. Tutto merito di quelle perizie psichiatriche compiacenti grazie alle quali il professor Adolfo Ferraro, ex direttore dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, consentiva allo stesso di evitare in più di una occasione il carcere e uscire indenne dai processi. Arrivando persino a godere di una pensione da 750 euro al mese.

Il medico di fiducia del capoclan è stato assolto perché i suoi reati sono caduti in prescrizione. Era a giudizio nel processo stralcio della maxi inchiesta ‘Pandora-Matrix’, che diede il colpo definitivo al traffico di stupefacenti gestito dal clan Gallo-Limelli-Vangone di Boscotrecase. Quello che si è chiuso con la condanna a 16 anni per traffico di droga per Giovanni Cuomo, che con i suoi documenti falsi riforniva sempre di nuove identità durante la latitanza il boss, e a 6 anni per il collaboratore di giustizia Gerardo Adinolfi.

Intanto il Tribunale di Torre Annunziata nelle prossime settimane, nell’ambito del processo parallelo, vedrà l’ultima, in ordine cronologico, perizia psichiatrica relativa a Gallo, per capire se possa essere o meno processabile il boss, arrestato nel 2009 e che al momento è detenuto al 41 bis per altri reati.

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