I carabinieri trovano il presunto reggente dei Mazzarella in un doppiofondo ricavato dentro casa. Era latitante da mesi
La latitanza di Giuseppe Del Prete finisce dentro un armadio. I carabinieri lo trovano nascosto in un vano ricavato nel doppiofondo del mobile della sua abitazione a Forcella, nel cuore di Napoli.
Quando capisce che i militari non lasceranno la casa senza aver controllato ogni stanza, esce dal nascondiglio. «Eccomi, sono qua: possiamo andare».
Del Prete è ritenuto dagli investigatori un esponente di vertice del clan Mazzarella. I Carabinieri hanno confermato l’arresto e il sistema utilizzato per nascondersi.
I carabinieri lo trovano dentro casa
A eseguire il blitz sono i militari del Nucleo operativo della Compagnia Napoli Stella.
Del Prete era ricercato in esecuzione di una misura cautelare per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e altri reati collegati.
Secondo l’accusa, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nelle attività criminali del clan nelle zone di Forcella, Maddalena, Tribunali, Mercato, San Gaetano e Case Nuove.
Il controllo delle piazze di spaccio
L’arresto riporta l’attenzione sulla presenza dei Mazzarella nel centro storico.
Stylo24 aveva già raccontato una maxi operazione contro i cartelli di camorra attivi tra centro e periferia, così come le indagini sui luoghi utilizzati dal clan per organizzare gli affari della droga.
In un altro fascicolo, un autolavaggio era stato indicato come luogo di summit per gli affari degli stupefacenti.
Secondo gli investigatori, proprio il controllo delle piazze di spaccio sarebbe uno dei principali interessi economici del gruppo.
Le accuse del collaboratore Salvatore Mazzarella
A indicare Del Prete come figura di vertice sarebbe stato anche il collaboratore di giustizia Salvatore Mazzarella, detto “o russ”.
L’inchiesta ricostruisce una lunga trasformazione degli equilibri criminali di Forcella: dalla stagione dei vecchi Giuliano all’ascesa dei Mazzarella, fino agli anni delle cosiddette paranze dei bambini.
In questo passaggio Del Prete viene collocato dagli investigatori dentro il cartello Giuliano-Ferraiuolo-Mazzarella, con un ruolo nella gestione delle attività criminali sul territorio.
La cattura apre la pista dei soldi
L’arresto mette fine alla latitanza, ma lascia aperta la parte economica dell’indagine.
Gli investigatori stanno seguendo patrimonio e flussi di denaro che potrebbero essere collegati alle attività illecite. L’obiettivo è ricostruire dove finiscano i proventi della droga e se una parte venga reinvestita nell’economia legale attraverso compravendite, società o passaggi di quote.
L’ANSA ha ricostruito il ruolo attribuito a Del Prete nell’organizzazione e le zone del centro storico finite sotto osservazione.
La latitanza finisce a Forcella
Alla fine Del Prete non viene trovato fuori città né in un covo lontano dal suo quartiere. È a casa, a Forcella.
Il doppiofondo dell’armadio gli offre un nascondiglio, ma non basta a superare la perquisizione dei carabinieri.
E proprio la casa scelta come rifugio riporta l’inchiesta sul terreno che secondo l’accusa ha sostenuto per anni il potere del clan: le strade del centro storico, le piazze di spaccio e gli interessi economici costruiti attorno a quel territorio.

















