Ancora spari a Forcella

di Giancarlo Tommasone

«Noi qui i pentiti non li vogliamo, te ne devi andare da Forcella», il coro è unanime e viene lanciato da un gruppetto, formato da giovani. La masnada ha individuato il figlio di un collaboratore di giustizia – che vive in località protetta – appartenente alla famiglia Giuliano. L’uomo di 40 anni si trovava in una strada del quartiere in cui è nato e cresciuto, quando è stato riconosciuto da alcune persone. Il gruppo lo ha avvicinato e i componenti (una decina circa) hanno cominciato a insultare lui e la sua famiglia: pentito, vattene via da qui, tu e la tua famiglia siete solo degli infami. Poco dopo si è passati ai fatti e il 40enne è stato colpito al volto con uno schiaffo.
A questo punto, ha pensato bene di battere in ritirata, ha staccato il gruppetto e si è rifugiato all’interno di un negozio del quartiere. Impaurito, ha formulato sul cellulare il numero ‘113’ per richiedere il pronto intervento delle forze dell’ordine. Qualche minuto dopo, all’esterno dell’esercizio da cui aveva chiamato, si sono presentati gli uomini di una volante della polizia. L’uomo è apparso sensibilmente scosso, è stato condotto in caserma, dove è stato ascoltato dagli agenti per ricostruire quanto accaduto poco prima e ha sporto denuncia contro ignoti. Naturalmente i poliziotti si sono subito messi al lavoro per cercare di individuare i responsabili delle intimidazioni.

ad
Il giovane boss Emanuele Sibillo
Il giovane boss Emanuele Sibillo

Non è la prima volta che i familiari i parenti di collaboratori di giustizia subiscono pressioni e vengono presi di mira. In questo caso è accaduto a Forcella, quartiere da sempre sotto la lente di magistrati e tutori dell’ordine. La zona, attualmente, è contesa da alcuni gruppi criminali di cui fanno parte anche i Giuliano jr, gli Amirante, i Brunetti e i Sibillo; questi ultimi nuclei, negli anni scorsi, hanno formato la cosiddetta paranza dei bambini, protagonista di uno scontro sanguinoso con le altre famiglie della zona, per il controllo dello spaccio di stupefacenti e del racket delle estorsioni.