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Tutti assolti perché “il fatto non sussiste”: questa la sentenza del giudice monocratico del Tribunale di Napoli, Marco Occhiofino, per una delle opere pubbliche più contrastate nella recente storia dell’isola d’Ischia (Napoli), quella della costruzione di una caserma che il Provveditorato opere pubbliche della Campania voleva destinare a sede del Corpo Forestale dello Stato. Estinti i reati edilizi e paesaggistici per prescrizione il pubblico ministero nella requisitoria aveva chiesto la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione per due reati di falso ideologico degli imputati , che invece sono stati tutti assolti.

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L’ex sindaco Giosi Ferrandino

Tra questi l’attuale eurodeputato Giosi Ferrandino, ex sindaco di Casamicciola che all’epoca dell’inizio dei lavori della caserma rivestiva il ruolo di sindaco di Ischia, così come per l’arch. Silvano Arcamone, ex dirigente dell’ufficio tecnico di Casamicciola, poi passato a Ischia con Ferrandino, di Donato Carleo, Provveditore interregionale per le opere pubbliche (Campania e Molise), ed infine di Domenico Parracino, quale legale rappresentante della impresa esecutrice dei lavori.

“Le sentenze non si commentano ma si impugnano” dichiara l’avvocato Molinaro legale della costituita parte civile, l’associazione PAS Assoverdi Salvanatura. “È fuor di dubbio che – aggiunge – avverso la sentenza del giudice monocratico Occhiofino, proporremo tempestivo appello. Uno scempio come quello del Bosco della Maddalena, che ha determinato un vulnus ai valori paesaggistici di proporzioni incalcolabili, non possa rimanere impunito”. L’iter autorizzatorio della caserma, su tre piani per circa 800 metri quadrati – collocata nella pineta del Castiglione, tra Casamicciola e Ischia – si era concluso con una conferenza dei sevizi tenutasi presso il Comune di Casamicciola il 13 maggio 2009 – dopo che una precedente conferenza dei servizi il 23 maggio 2006 non si era conclusa – e il 13 ottobre del 2009 – su denuncia dell’associazione isolana Assopini – la Procura della Repubblica sequestrò l’intera area. Il processo si è concluso oggi, a 9 anni dall’avvenuto sequestro.

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