lunedì, Gennaio 24, 2022
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L’affronto ai Gionta nel video Facebook dei rivali

Le offese sui social dell’esponente del «Quarto Sistema»

Ai tempi dei social tutto diventa uno show. Anche la camorra e la lotta tra clan. Le giovani leve non si fanno scrupolo di esternare la loro appartenenza sui nuovi «media», non si preoccupano che questi messaggi possano finire in mani sbagliate e procurare guai con i camorristi rivali o con le forze dell’ordine. A inizio agosto 2020 un video pubblicato su Facebook da C. S., ritenuto gli inquirenti un esponente del cosiddetto «Quarto sistema» di Torre Annunziata scatena la rabbia della famiglia dei Valentini.

In questo video B. D., leader della nuova formazione camorristica, veniva ripreso in compagnia di altri sodali mentre, nel parco del Penniniello brindava e festeggiava insultando la cosca rivale: «Alla faccia dei Valentini eppure dei Gionta e dei bastardi che se la fanno insieme». Una pubblica esternazione di disprezzo nei confronti dei rivali. Poche immagini però sufficienti ad attirare l’attenzione dei «Valentini» e provocare la loro ira.

La risposta violenta dei «Valentini»

Il particolare è contenuto nell’ordinanza che ha colpito le due cosche nei giorni scorsi. Il video, raccontano gli inquirenti, circola rapidamente negli ambienti criminali dell’Annunziata, roccaforte dei Gionta, fino ad arrivare nelle mani di Salvatore Palumbo, affiliato di spicco dell’organizzazione del Quadrilatero delle Carceri, che immediatamente cerca di organizzare una risposta violenta a quell’affronto al prestigio e all’onore criminale dei Gionta.

Gli investigatori a tal proposito registrano diverse conversazioni di Palumbo. In una di queste l’esponente dei Gionta chiede a Ciro Coppola, altro indagato, di fornirgli una moto e una pistola per raggiungere il Parco Penniniello e colpire i rivali del Quarto sistema. «Questo motorino cammina? Dammelo un attimo, devo andare un attimo nel Penniniello, ora vado… a me mi serve una pistola… il problema non ci sta, mi serve una sedici o una trentotto» afferma Palumbo a Coppola nelle parole intercettate. Addirittura arriva a specificare il calibro di arma gradito. Un’azione necessaria secondo l’intercettato nonostante sia ad alto rischio. «Dico io – afferma Palumbo – ma io per chi devo prendere l’ergastolo, per questi ragazzi qua io… Qui se non tagli qualche testa e la butti là dentro le cose non si aggiustano mai. La gente non sta bene».

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