Nel variegato e spesso folle mondo dell’informazione, c’è un fenomeno più curioso degli altri: la incomprensibile notorietà di cui gode Gino Sorbillo. L’esibizione di qualche giorno fa, un po’ triste, del primo ministro Giuseppe Conte che impasta una margherita nel locale del pizzaiolo amico dei vip, e vip egli stesso, è la dimostrazione che nessuno sa resistere al fascino di una photo-opportunity accanto al forno, inzaccherato di farina al pari del nostro protagonista.

Ma non è questo il punto, ognuno può essere populista e triste come vuole (basta che non scada nel ridicolo, e di questi tempi è impresa ardua). Ciò che non si riesce assolutamente a capire è perché Gino Sorbillo sia diventato una celebrità considerato che di dinastie di pizzaioli e di bravi imprenditori Napoli è piena. Perché proprio lui? E perché i mezzi di informazione tradizionali continuino a dargli uno spazio che è precluso ad altri operatori del settore, di fatto regalandogli pubblicità gratis, e quindi falsando il mercato.
Sarà certamente un bravo pizzaiolo, un ancor più bravo manager del suo piccolo impero. Le sue pietanze saranno sicuramente gradite ai clienti che ne affollano i locali. Tutto, però, rientra nell’ordine normale di un marchio di successo cresciuto negli anni. Egli è poco più di un commerciante baciato dalla fortuna, non è Bill Gates né Steve Jobs. Invece Sorbillo, in questa disgraziata città, è diventato un personaggio pubblico al di là delle pizze che sforna. Con una competenza esibita che va dalla politica (ha tentato l’avventura elettorale) all’economia, alle politiche per la sicurezza. E a tanto altro ancora.

 

Ritorna la domanda: perché proprio lui? Il premier Conte, la prossima volta, ci aspettiamo che vada a fare visita alla pasticceria Scaturchio o alla rivendita di sfogliatelle Mary, in Galleria Umberto I, e si faccia immortalare mentre addenta un babà o una frolla. È l’unico modo per evitare di far sorgere il dubbio di un ingiusto favoritismo per Sorbillo che, di suo, già è assai protagonista sui social e nelle vita cittadina, e ha affari che vanno a gonfie vele.
Cedendo al fascino del populismo, concludiamo anche noi con una provocazione: i prossimi leader politici, invece di passare da Sorbillo, prendano la strada per le Vele di Scampia e si facciano un giro lì dentro. Quando ci siamo stati noi, un annetto fa, per un documentario Sky, abbiamo visto bambini giocare tra i rifiuti, fino a tarda sera. Abbandonati e alla mercé di ogni tipo di violenza. Prima di andare via con la troupe, abbiamo incrociato una ragazza dalla bellezza folgorante. Una giovane Monica Bellucci che rincasava in uno degli appartamentini affacciati sulle passeggiate sospese nel vuoto di quel mostro di cemento. Lei probabilmente non andrà mai a mangiare una pizza da Sorbillo, e non conoscerà mai la bellezza che la sua città le offre a pochi chilometri dall’inferno in cui è cresciuta. Con lei andrebbero fatte le photo-opportunity, non con Gino il pizzaiolo.