Crediamo che sia giunto il momento di riportare tutto alle sue giuste dimensioni. Gino Sorbillo, con un post su Facebook, ha annunciato (nuovamente) che lascerà Napoli. Lo aveva promesso già in occasione della bomba del gennaio scorso e lo ha ripetuto oggi che le forze dell’ordine hanno scoperto che l’ordigno non era indirizzato a lui, ma a un suo concorrente.

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A parte che riteniamo tutt’altro che possibile che un’azienda florida come quella di Sorbillo possa decidere di abbandonare la città solo perché il suo titolare è disturbato da chi, giustamente, gli chiede conto di quella ingiustificata sovraesposizione mediatica alla luce delle risultanze di una indagine della magistratura.

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Perché ingiustificata? Perché, dalle intercettazioni di quei giorni, Sorbillo era stato avvisato da un suo collaboratore dell’errore di mira degli estorsori, e malgrado questa notizia lui aveva continuato a occupare giornali e tv come vittima della camorra.
“Basta, ciao Napoli” è il testo del post social di Sorbillo che assomiglia a un dispetto fatto ai napoletani e alla città tutta.

Vorremmo tranquillizzare Sorbillo e i suoi numerosi supporters, annidati in tante categorie: Napoli non sentirà la mancanza – qualora il pizzaiolo di Via Tribunali decidesse di trasformare le parole in fatti – di uno dei suoi tanti commercianti.

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Saremo forse populisti, ma riteniamo che i napoletani potrebbero rimpiangere l’assenza di un bravo medico, di un bravo investigatore, di un filantropo o di un grande uomo di cultura e di scienze, non di un onesto e abile commerciante che ha fatto fortuna impastando e infornando margherite.

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Sorbillo ha goduto, in questi anni, di una popolarità assolutamente ingiustificata rispetto al ruolo che occupa e al contributo da lui offerto al miglioramento della società (la coerenza avrebbe voluto peraltro che si rifiutasse di stringere la mano al vicepremier Matteo Salvini dopo aver esposto un cartello contro i leghisti) ma sono questi i tempi del pensiero debole e dei social network. Utili per la propria causa, ma poi ingrati quando si chiede trasparenza e chiarezza.