Luigi de Magistris e Tony Colombo (fonte Internet)

Il video di «Ti amo amore mio» intanto, fa registrare 10 milioni di visualizzazioni

di Giancarlo Tommasone

«In questa vicenda surreale sono estraneo e danneggiato. Sono convinto che gli indagati evidenzieranno la correttezza del loro operato a dimostrazione della trasparenza e della legalità con cui il Comune ha sempre lavorato in questi otto anni. Non parlerò più di Colombo e dintorni per non dare risalto mediatico a chi intende buttare fango anche sulla mia persona, come questa squallida storia ha già dimostrato». A parlare è il sindaco Luigi de Magistris, che interviene in seguito agli avvisi di garanzia notificati a nove persone e prende le distanze dalla vicenda. Per settimane ha focalizzato l’attenzione di media e opinione pubblica, il matrimonio trash del cantante neomelodico Tony Colombo con Tina Rispoli (vedova del boss degli Scissionisti, Gaetano Marino, ucciso sul lungomare di Terracina, nell’estate del 2012). Nelle scorse ore i carabinieri hanno effettuato un accesso al Comune di Napoli e hanno notificato, in totale, nove avvisi di garanzia ai rispettivi indagati: tra essi ci sono anche l’artista siciliano, «naturalizzato» partenopeo, e Claudio de Magistris, fratello del sindaco. Nel corso della perquisizione, sono stati sequestrati anche telefoni cellulari e materiale informatico.

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Il caso / Nozze trash, tutto quello che
il Comune di Napoli finge di non aver visto

Al centro della vicenda, il «concerto» svoltosi la sera del 25 marzo in Piazza del Plebiscito, evento, argomentano gli inquirenti, travestito da semplice «flash mob» per festeggiare l’addio al nubilato di Rispoli. Nei fatti, però, quell’evento è pure servito a registrare un video musicale e a lanciarlo in rete, con tutti i crismi del marketing. La canzone in questione si intitola «Ti amo amore mio» e su YouTube, attualmente, conta 10 milioni di visualizzazioni. Alla fine della clip, come rilevò per primo Stylo24, il logo del Comune di Napoli, con tanto di ringraziamenti al Municipio e al sindaco Luigi de Magistris, per la concessione della storica piazza.

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alla fine del video di Tony Colombo?

Tornando alle indagini condotte dalla Procura di Napoli (procuratore capo Giovanni Melillo, che coordina i pm, Maurizio De Marco e Vincenzo Marra), gli indagati sono nove, ipotesi di reato, a vario titolo, di abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. Oltre a Claudio de Magistris e a Tony Colombo, destinatari dell’avviso di garanzia sono la segretaria particolare del sindaco, e presidente della Commissione pubblico spettacolo di Palazzo San Giacomo, Sarah Terracciano e Mafalda Fasanella, membro della segreteria del primo cittadino e dell’Ufficio Cinema. Sotto inchiesta anche il comandante dei vigili urbani di Chiaia, Sabina Pagnano, il capitano Giovanni D’Ambrosio e altri tre vigili (di pattuglia la sera del flash mob). Relativamente a loro, l’ipotesi di reato è quella di omissione di atti di ufficio. In parole semplici, i caschi bianchi non sarebbero intervenuti per fermare il concerto.

Le «carte» e le mail / Ecco tutti
i documenti del caso Colombo

All’origine della questione lo scambio di mail intervenuto tra il cantante neomelodico e la segreteria del sindaco. La prima è datata 13 marzo 2019 ed è la richiesta di Colombo per la disponibilità «per il giorno 25 marzo 2019 dalle 18.30 alle 23 circa per Piazza Plebiscito in occasione di un flash mob (sotto forma di sorpresa) a favore dei futuri sposi Tony e Tina Colombo». Il 14 marzo, una mail a firma dell’Ufficio Cinema del Comune, inviata a Colombo (e per conoscenza a Sarah Terracciano), riporta testualmente, che «per quanto concerne le competenze dell’ufficio scrivente, non risulta necessario il rilascio di autorizzazioni, trattandosi di attività di ripresa finalizzate all’esercizio del diritto di cronaca». Un’altra mail, questa volta inoltrata dall’indirizzo in uso a Mafalda Fasanella, alle 13.12 del 15 marzo, è destinata alla polizia locale di Chiaia. «Con parere favorevole, si inoltra per conoscenza, ed eventuali provvedimenti di competenza, annotata a margine, la richiesta della CR Studio Office (agenzia che segue Colombo e Rispoli, ndr) per un flash mob da tenersi il 25 marzo 2019 in Piazza del Plebiscito. Cordiali saluti. Segreteria del Sindaco».

L’intervista a Colombo / «Il sindaco ha alzato
il telefono e ha detto di farmi dare i permessi»

Ma cosa c’entra Claudio de Magistris in questa vicenda? Secondo la ricostruzione degli inquirenti – circostanza tra l’altro confermata a Stylo24 dallo stesso Colombo – il cantante neomelodico avrebbe contattato Claudio de Magistris (che per lavoro, bisogna sottolinearlo, ha contatti con diversi artisti), e quest’ultimo avrebbe fatto da tramite tra Colombo e gli uffici del Comune. Il flash mob si tiene il 25 marzo (tra l’altro è singolare la velocità con cui sono stati accordati i permessi), e in quella occasione, come ha riferito alla nostra testata uno degli organizzatori, ci sarebbe stato anche un accesso dei vigili urbani, quando in piazza era già stata consegnata la scatola di polistirolo che servì a celare il palchetto, per l’effetto sorpresa nei confronti della futura sposa.

I controlli / Nozze trash, uno degli
organizzatori: per i vigili era tutto ok

I caschi bianchi avrebbero dato un’occhiata ai permessi, e non avrebbero riscontrato alcuna irregolarità. Nessuno si è chiesto come mai un flash mob (evento estemporaneo, immediato e non certo della durata di 4 ore e mezza) avrebbe avuto bisogno di un palco per un concerto. E inoltre, argomentano gli inquirenti, i vigili non hanno effettuato i dovuti controlli, contestando loro l’omissione di atti d’ufficio. Alla fine della questione, continua a restare un dubbio su tutti: come mai c’è il logo del Comune di Napoli al termine del video? Chi ha dato l’autorizzazione? E se autorizzazione non c’è stata, perché il Comune non si è mosso per far rimuovere il «marchio» del Municipio dalla clip musicale di Colombo?