Il sindaco Luigi de Magistris fa il segno della vittoria

Le uscite ad affetto di Luigi de Magistris

di Giancarlo Tommasone

La chiusura dello stabilimento è fissata al prossimo primo novembre, nel frattempo gli operai della Whirlpool di Via Argine a Napoli (più di 400 quelli interessati dalla vertenza), si preparano a scendere in piazza. Domani mattina, alle 9.30, i lavoratori si ritroveranno davanti alla fermata della linea 1 della metro di Piazza Municipio, da dove partirà un corteo alla volta di Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Luigi de Magistris, che, tra le altre cose ha dichiarato: «Vorremmo che questa vertenza non cadesse nella disperazione più assoluta diventando una questione di ordine pubblico. Noi come città faremo anche delle iniziative importanti». Riguardo alle iniziative da mettere in campo, ipotizziamo che il primo cittadino partenopeo si riferisca anche a quella dell’autoproduzione di lavatrici, ipotesi ventilata qualche settimana fa. La classica uscita ad effetto di Giggino recitava: «Io sono per andare in fabbrica, occuparla e autoprodurre le lavatrici. Questa è la mia proposta. Il Paese non deve cedere di fronte a una multinazionale. Qui si vedrà la determinazione di questo Governo. Sono sempre dalla parte dei lavoratori, qualsiasi sia la loro lotta».

La proposta: il centro di produzione
collettiva di lavatrici tutto italiano

La stessa cosa è stata ribadita, questa mattina, nel corso della trasmissione Mattina 9. «Noi faremo sentire la nostra voce e in caso di chiusura faremo un centro produzione collettiva di lavatrici tutto italiano», ha detto il sindaco. Anche sul caso Whirlpool, le parole della fascia tricolore, denunciano un accentuato populismo, utilizzato per restare al centro della scena, e per intervenire su una questione di cui il nostro – che questa volta veste i panni del sindacalista-lavoratore – ha competenze pari a zero. Si tratta, niente di più, niente di meno, della solita modalità che il sindaco adotta quando bisogna affrontare temi di stretta attualità. E’ capitato ad esempio con la questione siriana. Qualche giorno fa, Giggino ha scritto su Twitter:  «Attacco Turchia ai curdi in Siria è atto criminale che distrugge un popolo autonomo e coraggioso e favorisce l’Isis. Propongo a Conte e Di Maio di andare con noi nel fronte di guerra per la pace e per fermare l’aggressione militare. Hevrin Khalaf una di noi!».

I bluff: dalla Whirlpool
alla flotta salva-migranti,
passando per la annunciata
«missione» al confine

turco-siriano

Anche su questo versante, ci troviamo di fronte alla solita iniziativa annunciata, a cui è difficile vi sarà seguito. E poi nel caso ci sarà, ci si chiede quale apporto può dare una mission guidata da de Magistris, a livello internazionale. Al massimo potrebbe trattarsi di una «gita» al confine  con una zona critica, una sorta di «tour da guerrigliero». Ma il sindaco rilascia la dichiarazione, perché deve restare sotto i riflettori. Come fu per la campagna dei porti aperti e della flotta salva migranti. Il varo dell’armata arancione, che doveva essere composta di una ammiraglia e di 400 navi, alla fine si è risolto in una passeggiata a mare a cui hanno partecipato una ventina di imbarcazioni in totale. Della flotta in aiuto dei migranti non c’è mai stata traccia, come delle missioni che il sindaco aveva annunciato e che avrebbe dovuto condurre al largo, in pieno Mediterraneo, per forzare blocchi, e salvare cittadini extracomunitari che nessuno voleva accogliere.